La Tana della Lupa: Perdere ma crescere

Momento difficile per la nuova Roma, che fa troppa fatica a migliorarsi.


Allora. Cerchiamo di essere lucidi. So che non è facile in questi momenti, ma non bisogna perdere il contatto con la realtà. Qui non basta decidere da che parte stare, perché per fortuna i tifosi hanno un fine comune. Che se ne dica.

Perciò cerchiamo di essere onesti. Io non mi nascondo. Ho sempre remato verso una nuova presidenza, data la situazione allarmante che vivevamo da qualche anno. Di più. Volevo la rifondazione. Che sta avvenendo. E quindi, non posso che essere soddisfatto per quello che è successo e succede in questi mesi. Manca ancora molto, ma la strada è giusta.

Credo che ci sia stato un bel lavoro fino ad ora. Ma sono anche quello che fra i primi si era domandato, quando fu fatto il nome di Luis Enrique, “..se i risultati stentano la cosa si complica. Saremo capaci di aspettare?”. Ecco, io posso aspettare, questa stagione la sacrifico volentieri in termine di punti, però voglio vedere la crescita. La esigo.

E allora mi dispiace, ma dopo la partita col Milan, ho visto una brutta involuzione. Mentre a Genova mi erano piaciute le parole dell’allenatore, perché finalmente avevamo visto una Roma dominare sotto il piano del gioco e delle occasioni per tutta la partita, all’Olimpico ho assistito ad una sfida senza equilibrio. Dove gli avversari ci hanno graziato.

Attenzione. Non parlo solo degli errori in fase difensiva. Davvero grotteschi. Parlo in generale della manovra e dei movimenti di ogni reparto. Oltre alle solite scelte piuttosto discutibili della panchina. Abbiamo pareggiato con un difensore e abbiamo costruito solo due azioni in verticale davvero pericolose (di cui una é finita dentro).

Il resto solo sterile possesso e tante, troppe palle perse. Poi, a Genova ci siamo consolati con il coraggio di rischiare tanti attaccanti per riprendere il risultato. Lo facciamo (poi sprechiamo tutti con la solita boiata in area). E l’altra sera ti ritrovi a 5 dalla fine che puoi riacciuffare una partita che non meriti e non provi la bagarre? Perchè?

Lo stesso Luis se ne accorge nelle dichiarazioni di rassegnazione. Ma come? Chiedi la cattiveria e sei il primo ad arrenderti se trovi la squadra più forte? Perché questi ragazzi sono così deboli psicologicamente? Sotto questo aspetto vorrei far notare anche che forse è stato un errore mandare via Montali, fra i maggiori responsabili della rinascita Ranierica del quasi scudetto.

Ad ogni modo spero che sia chiaro anche che il gruppo prosegue ad avere le responsabilità maggiori. A Cassetti glielo dice Luis di non prendere l’uomo? Perché ci sono tutte queste amnesie anche da parte di giocatori esperti (Burdisso, Heinze, Juan)? Contro il Milan solo Pijanic si salva davvero. Gli altri si nascondono. Si accendono a sprazzi, e sbagliano tantissimo.

Ora infine spero che Novara non diventi un’ultima spiaggia. Perché ci sono troppi congiurati che aspettano da tempo la possibile condanna di Luis Enrique. E non vorrei che qualcuno fosse persino in campo.