Ore 12 – Berlusconi al G20, ultima trasferta da premier? E poi? Non cadere dalla padella alla brace …

Oggi a Cannes Silvio Berlusconi rischia di essere accolto, se va bene, come un commesso viaggiatore con la borsa piena di foglie secche. Di fronte ai mercati che anche stamane rispondono picche, il capo del governo italiano si presenta al G20 come un “re travicello”: governo lacerato e impotente con premier e ministro dell’Economia l’uno

Oggi a Cannes Silvio Berlusconi rischia di essere accolto, se va bene, come un commesso viaggiatore con la borsa piena di foglie secche.

Di fronte ai mercati che anche stamane rispondono picche, il capo del governo italiano si presenta al G20 come un “re travicello”: governo lacerato e impotente con premier e ministro dell’Economia l’uno contro l’altro, maggioranza sfilacciata e attesa alla prova del fuoco in Parlamento sul provvedimento anti crisi, primo ministro con credibilità internazionale ridotta al lumicino, se non a zero.

Con il Paese a rischio fallimento, qual è la prospettiva, c’è una via d’uscita? Il nodo è innanzi tutto politico, il “tappo” è rappresentato dalla mancanza del senso di responsabilità istituzionale di Berlusconi di non voler fare quel “passo indietro”, reclamato ieri persino da Tremonti.

Il Cavaliere, sempre più arroccato, irresponsabilmente, spara l’ultimo colpo: “Se hanno coraggio mi sfidino in Aula”. E fra poche ore in Parlamento si andrà probabilmente alla conta finale, con il ko definitivo del governo. E poi? Emanuele Macaluso sul Riformista prevede quattro opzioni:

1)Se si vuole un governo politico e con un’ampia partecipazione, può presiederlo solo un esponente del Centro: cioè Casini;
2)Se si pensa a un governo “tecnico” con una notevole valenza politica dato che dovrebbe ottenere una fiducia larga nel Parlamento, a presiederlo potrebbe essere Mario Monti;
3)Se è possibile solo un governo fondato sulla attuale maggioranza con un allargamento ai centristi, a guidarlo non può essere altri che Gianni Letta;
4)Un governo di transizione, espresso solo dal centrosinistra, non ha oggi nessuna possibilità di trovare altri voti per costruire una maggioranza.

Con l’aria che tira, solo la seconda opzione di un governo Monti, potrebbe evitare all’Italia di cadere dalla padella alla brace.