Intervista con il Commissario Ardolino della Polizia Postale di Milano (seconda parte)

Quanti sono i truffati al giorno? Noi sappiamo quello che ci viene denunciato, ma magari non tutti denunciano la tentata truffa. In totale una settantina di denunce al giorno, tra chi viene qui e indagini che ci vengono passate da altri uffici. Negli ultimi anni la situazione è per certi versi peggiorata, ma ci sono


Quanti sono i truffati al giorno?

Noi sappiamo quello che ci viene denunciato, ma magari non tutti denunciano la tentata truffa. In totale una settantina di denunce al giorno, tra chi viene qui e indagini che ci vengono passate da altri uffici. Negli ultimi anni la situazione è per certi versi peggiorata, ma ci sono stati altrettanti segnali positivi: sia da parte dei cittadini che da parte degli istituti bancari. In realtà si è solo spostato il luogo in cui avviene la truffa: c’è gente che ancora cerca di vendere la fontana di Trevi, e c’è ancora gente che ci casca. Soprattutto in tema di vendite strane e di offerte di lavoro apparentemente vantaggiose.

Ecco un tasto interessante: spesso arrivano mail di spam in cui, in un italiano micidiale, si promettono facili guadagni se si farà un lavoro molto semplice in cui si deve solo stare in casa propria e sapere l’inglese: di che si tratta?

Ne siamo a conoscenza e si tratta di un fenomeno piuttosto spiacevole. Inizialmente, dopo la prima mail c’è la classica finta selezione fatta da una ditta straniera, che commercia in orologi, macchine di lusso o servizi. L’unico intervento che il cittadino deve fare a quel livello è fare transitare sul proprio conto i volumi di affari di queste società estere, con la possibilità di trattenere sul proprio conto di solito il 20%. Una cosa molto invitante. Spesso, quando le cose sono fatte con accortezza si fanno con più mail. Si finge una selezione. Ma in realtà è riciclaggio di denaro: sui propri conti, puliti, denaro proveniente da azioni illecite. Che poi si provvede a trasferire tramite i classici sistemi di pagamento a distanza, molto meno rintracciabili, magari verso altri paesi. Questa è attività di riciclaggio: ed il cittadino deve fare attenzione, perchè può essere coinvolto nell’inchiesta e denunciato.

Quali sono le organizzazioni criminali che utilizzano questo metodo?

Non c’è un’anagrafe precisa in questo senso, si è di fronte ad una popolazione criminale estremamente adattabile e mutevole. Ed è globalizzata come è globalizzato il mondo del web. C’è una forte influenza da parte dell’estero, è innegabile. Però il fenomeno muta molto rapidamente.

In quanti restano coinvolti in questo genere di truffe?

Dati precisi non ne abbiamo, perché comunque le statistiche non le facciamo. Sono anche attività criminali che nel caso del phishing hanno un nome: ma molte altre truffe, non hanno un nome, e ce ne sono molte, molte altre. Come quella dell’assegno bancario. Una truffa di vecchio stampo. Immaginiamo di avere messo in vendita una autovettura. Il compratore afferma di voler pagare con un assegno che si trova sottomano in quel momento; di solito è di una cifra maggiore di quella pattuita. Per esempio se l’acquisto è di quattromila euro, lui ti paga con un assegno di novemila. Ti chiede il resto. Spesso sono assegni di banche inglesi, e le transazioni avvengono a cavallo del fine settimana. Molti cittadini ci cascano e inviano denaro, mandando il resto. E si trovano ad avere spedito cinquemila euro per avere in mano un pezzo di carta straccia visto che l’assegno era scoperto.

Come fare ad evitare una truffa del genere?

Buonsenso, prima di tutto. I cittadini dovrebbero stare attenti, contattare chi vende, valutare se l’assegno è coperto. Basta una telefonata, ma molti si fidano. Un’altra metodologia utilizzata all’estero relativa all’e-commerce arriva dall’Africa. Si finge che l’oggetto acquistato sia rimasto bloccato in dogana. L’esempio tipico è la vendita di un’automobile o di una moto: si finge che sia bloccata alla frontiera e ci siano delle spese da pagare.
Alcuni affari che nascono in malafede sono accompagnati da richieste ulteriori richieste di denaro. Altre mail fasulle a nome dell’autorità consolare minacciano l’acquirente, una volta che hanno trovato quello che ci crede continuano a chiedere soldi.

Parliamo di e-commerce, per esempio di E-Bay

Per creare finti feedback su E-Bay si possono usare delle stringhe di Javascript. Poi chi viene a denunciare dice “Ma io ho visto che aveva ottocento feedback”.

E-Bay collabora con voi?

Con noi collabora tantissimo, forse sono tra i più tempestivi – spiega Giacomo Bonomo – accettano suggerimenti, conosciamo l’ad, ci tengono anche per una questione di credibilità. E’ nel loro interesse. Il sistema e-commerce funziona, non può essere pregiudicato da pochi elementi.

(fine)

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