La settimana dei Municipi: la quiete dopo le tempeste

E piovve. Magari lavasse via, la pioggia, tutti i malfunzionamenti della città, invece li esalta, li rende più evidenti, sbatte il mostro del rimpallo delle responsabilità dritto in prima pagina. Da una settimana a Roma non si parla d’altro che di questo: il nubifragio del 20 ottobre e il ritorno, temuto, sbandierato, alla fine quasi


E piovve. Magari lavasse via, la pioggia, tutti i malfunzionamenti della città, invece li esalta, li rende più evidenti, sbatte il mostro del rimpallo delle responsabilità dritto in prima pagina. Da una settimana a Roma non si parla d’altro che di questo: il nubifragio del 20 ottobre e il ritorno, temuto, sbandierato, alla fine quasi innocuo, della pioggia il 26.

Mercoledì c’era aria di tragedia: allarme rosso per il meteo, la gente che si sveglia che già piove e teme il peggio, ossia di ripetere l’esperienza del giovedì precedente in cui, ricordiamolo, è morto un uomo; il sindaco che dopo aver chiesto lo stato di calamità naturale emette bollettini da minaccia atomica, della serie: non uscite di casa. Pare facile, per chi lavora.

Fortunatamente la Protezione civile già in mattinata comunica che l’allerta è rientrato. Solo 40 mm di pioggia in 6-8 ore di rovesci, perché la perturbazione ha appena lambito la Capitale e all’ora di pranzo già è tutto come prima.

Come prima: una parola! Non significa, infatti, che non ci siano stati danni: alla facoltà di Fisica di Roma Tre in via della Vasca Navale, Municipio XI, sono crollati i controsoffitti di tre laboratori dove per fortuna non c’era nessuno. A Ostia, Municipio XIII, è stato necessario chiudere la stazione Stella Polare, completamente allagata, con i disagi intuibili per la popolazione pendolare, già piegata da una settimana quantomeno difficile.

Ed è proprio nel Municipio XIII, all’Infernetto, dove il giorno del nubifragio ha perso la vita un cittadino cingalese, che si registrano i maggiori danni: strade chiuse, allagamenti, circolazione in tilt, un albero caduto, ma soprattutto tanta tanta paura. Che la tragedia si ripetesse. E intanto infuria la polemica: i Verdi guidati da Angelo Bonelli chiedono per questo territorio la messa in sicurezza e lo stop alla cementificazione selvaggia con la conseguente impermeabilizzazione del suolo, per non compromettere ancora il già precario equilibrio idrogeologico.

Colpita anche l’area del Municipio XVIII che confina con il XIII, mentre un sottopasso di via Giustiniano Imperatore, quartiere San Paolo, Municipio XI, si è completamente allagato. Fortuna che non passava nessuno. Traffico congestionato, manco a dirlo, sull’Aurelia, la Tuscolana, l’Appia, la Nomentana e su tutti i lungotevere.

E in ultimo, si aprono le buche, come la voragine in via Festio Avenio, nel Municipio XIX, dove è sprofondato il manto stradale, mentre i crateri che da qualche mese ‘decorano’ via Nizza, Municipio II, per l’occasione si sono trasformati in piscine.

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