Governo appeso a un filo: al Quirinale Terzo Polo, Pd, Pdl e Tremonti. Alle 20 Cdm straordinario

Tensione e fibrillazione a Roma in attesa della riunione di stasera alle 20 del consiglio dei Ministri straordinario che dovrebbe varare un decreto legge con le misure anticrisi chieste dall’Ue. Fonti del ministero delle Infrastrutture precisano che tale provvedimento potrebbe comunque essere affiancato da un maxiemendamento con norme da inserire nel ddl stabilità e da

Tensione e fibrillazione a Roma in attesa della riunione di stasera alle 20 del consiglio dei Ministri straordinario che dovrebbe varare un decreto legge con le misure anticrisi chieste dall’Ue. Fonti del ministero delle Infrastrutture precisano che tale provvedimento potrebbe comunque essere affiancato da un maxiemendamento con norme da inserire nel ddl stabilità e da un disegno di legge. La giornata è convulsa.

Il Pd e il Terzo Polo, ma anche Pdl e Tremonti salgono al Colle per colloqui con Napolitano. Incontro importante, specie quello con le opposizioni, dopo i colloqui telefonici avuti ieri dal capo dello Stato con Bersani e Casini, dai quali è emersa la disponibilità a sostenere un governo di responsabilità nazionale.

Pesante la dichiarazione di Pierluigi Bersani al termine della riunione dei vertici Pd: “Non è più accettabile la sottovalutazione di ciò che sta avvenendo. Chi sottovaluta si prende una responsabilità storica. È il passaggio più difficile per l’Italia dal dopoguerra e deve corrispondere una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità”.

Della delegazione del Terzo Polo da Napolitano fanno parte Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa per l’Udc, Italo Bocchino e Benedetto Della Vedova per Fli, Francesco Rutelli per l’Api. “Chiediamo che il presidente del Consiglio venga in Parlamento per illustrare, prima della riunione del G20, le decisioni concrete che assumerà nelle prossime ore. Non è il momento di indugiare oltre in rassicurazioni di rito”. E’ quanto scritto in una nota congiunta, il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, il presidente di Futuro e Liberta’ per l’Italia, Gianfranco Fini, e il presidente di API, Francesco Rutelli.

“Davanti ai drammatici avvenimenti di queste ore, che rischiano di compromettere irrimediabilmente il futuro degli italiani, non servono – avvertono i leader del Terzo Polo – polemiche ne’ impegni generici”. Incalza il segretario Udc Lorenzo Cesa:”Come avevamo purtroppo pronosticato stiamo scivolando verso la situazione greca, tra l’irresponsabilità generale di chi evoca complotti, speculazioni internazionali o è impegnato nella contabilità parlamentare. Berlusconi prenda atto che in tutto il mondo è considerato parte del problema e non la possibile soluzione. Faccia un passo indietro e dia il suo contributo a salvare l’Italia insieme a tutti coloro che in Parlamento si dichiareranno disponibili’.

Intanto, a buttare benzina sul fuoco ci pensa Umberto Bossi appena giunto a Monteciutorio:”Facciamo scoppiare la rivoluzione sicuro se togliamo le pensioni ai lavoratori che hanno sempre lavorato per Roma”. La prima reazione del Senatur alla parola pensioni è stato mostrare il dito medio. La farsa continua. E la “tragedia” non è lontana.