Vendita hotel Ambasciatori Palace a Roma: sequestro beni per 15 milioni

Dietro la cessione dell’intera proprietà del noto albergo capitolino, nel 2008, ci sarebbe una mega frode fiscale sulla plusvalenza realizzata.

Avrebbero nascosto al fisco 89 milioni di euro di plusvalenza tre imprenditori romani a cui stamattina la Guardia di Finanza del comando provinciale ha sequestrato beni mobili e immobili per 15 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria sulla vendita dell’hotel Ambasciatori Palace di via Veneto, nei Sessanta uno dei simboli della Dolce vita.

Dalle indagini del Nucleo Polizia Tributaria sulla della cessione dell’intera proprietà dell’albergo da una famiglia di imprenditori romani a un gruppo alberghiero di Napoli, 7 anni fa, sarebbero emersi complessi negozi giuridici finalizzati a occultare al Fisco la plusvalenza, cioè la differenza positiva tra il valore delle quote sociali e il prezzo di vendita, realizzata dai cedenti e appunto pari a più di 89 mln di euro.

Come? Grazie all’interposizione tra cedente e cessionario di una fiduciaria inglese le cui azioni sono state conferite a un trust con sede in Nuova Zelanda, Paese “off-shore”, a regime fiscale molto agevolato. Su un conto corrente svizzero di tale società è stato rilevato dagli investigatori della Gdf il bonifico relativo al corrispettivo dichiarato della vendita, oltre 92 milioni.

La plusvalenza realizzata non è finita come avrebbe dovuto nella base imponibile ai fini del calcolo delle imposte sui redditi che per ciascuno dei tre imprenditori era uguale al 40% dell’ammontare della plusvalenza stessa, per un totale di circa 15 milioni, quelli sequestrati oggi.

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