Antonio Lo Russo arrestato a Nizza: la cattura del superlatitante di camorra

Lo Russo si nascondeva a Nizza con il cugino, pure lui ricercato. Deve scontare una condanna a 20 anni di carcere.

Fine della latitanza per Antonio Lo Russo, presunto boss reggente dell’omonimo clan di camorra di Miano (Napoli).

Lo Russo, di 35 anni, è stato arrestato a Nizza dai carabinieri del comando provinciale partenopeo con l’aiuto delle autorità francesi in un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano parla di:

“un altro grande successo, ottenuto grazie all’eccellente coordinamento tra Direzione Distrettuale Antimafia, Carabinieri e Gendarmeria francese”

Il boss dei cosiddetti capitoni di Miano era inserito nell’ex lista dei 100 latitanti più pericolosi: era alla macchia da maggio 2010, sfuggito alle manette per sottrarsi a una condanna a 20 anni di reclusione, emessa con giudizio abbreviato, per 416 bis, cioè associazione mafiosa.

Insieme a lui è stato arrestato suo cugino Carlo Lo Russo, detto Lellè, anche lui latitante dal 10 marzo 2014 e ricercato per il tentato omicidio di Giovanni Lista. Il blitz sarebbe avvenuto nel pomeriggio di ieri. Antonio Lo Russo è il figlio di Salvatore, capo storico del clan camorristico, poi diventato collaboratore di giustizia.

Nel secondo filone d’inchiesta sul calcio-scommesse condotta dalla procura di Napoli nel 2010 era emerso come Antonio Lo Russo il 10 aprile 2010, un mese prima di sparire, fosse a bordo campo allo stadio San Paolo per Napoli-Parma (video in alto). Secondo la Dda di Napoli durante quella partita:

“molte persone riconducibili ai clan Lo Russo e agli Scissionistihanno effettuato scommesse piuttosto elevate sulla vittoria del Parma”.

La partita terminò 3 a 2 per il Parma.

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