La settimana dei Municipi: spunta un nuovo assetto per il centro storico

Il nostro appuntamento settimanale con la vita dei quartieri amministrativi romani si sta sempre più trasformando in una telenovela sul futuro dei Municipi: quanti saranno? A che serviranno? E soprattutto: quando sarà effettiva la riforma verso i Comuni metropolitani di Roma Capitale? Nessuno per adesso conosce queste risposte, ma ricorderete, anche perché ne abbiamo parlato


Il nostro appuntamento settimanale con la vita dei quartieri amministrativi romani si sta sempre più trasformando in una telenovela sul futuro dei Municipi: quanti saranno? A che serviranno? E soprattutto: quando sarà effettiva la riforma verso i Comuni metropolitani di Roma Capitale?

Nessuno per adesso conosce queste risposte, ma ricorderete, anche perché ne abbiamo parlato parecchie volte, il piano di riassetto che dovrebbe portare i Municipi dagli attuali 19 a 15, secondo le modalità che illustravamo qui. Ecco, in questa settimana, è spuntata una nuova ipotesi che rimescolerebbe diversamente le amministrazioni. Vediamo come.

Secondo i fautori di questa teoria, e secondo la loro analisi territoriale, non dovrebbe esserci nessuno smembramento, ma semplicemente l’accorpamento di 6 Municipi e la riduzione a 2 in questo modo: i Municipi I, II (Flaminio), III (Bologna-Tiburtina) e XVII (Prati-Borgo) andrebbero a costituire il centro storico; il VI (Prenestino-Collatino) e il IX (San Giovanni) si fonderebbero in modo da formare un’unica cintura amministrativa intorno al centro.

Ma la vera novità consisterebbe nella formazione della City: una nuova unità amministrativa all’interno del Municipio di Roma centro storico retta da un delegato del sindaco e con autonoma gestione finanziaria, il compito di coordinare la politica pubblica con Roma Capitale, le amministrazioni, gli enti, gli Stati e le autorità comprese nel territorio interessato.

Nel frattempo che le cose si chiariscano (mentre in realtà diventano sempre più ingarbugliate) il primo cittadino Alemanno richiama tutti all’ordine e ricorda che prima va completata l’attuazione della riforma di Roma Capitale, con il famigerato secondo decreto, e poi si potrà realizzare effettivamente il decentramento pensando ai Municipi.

In pratica per vedere funzionare davvero la Città metropolitana – parola di Alemanno – bisognerà procedere con la stesura di una legge regionale e lavorare al nuovo statuto di Roma Capitale, che definisca il rapporto tra Comune e Municipi e regoli il funzionamento interno dell’ente. In altri termini: prima tocca capire che cosa vogliamo che Roma Capitale faccia e poi quali di queste cose appioppare ai Municipi. Noi, come sempre, siamo qui che aspettiamo…

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