Romanorum: il romano spiegato ai romani. “Morto ‘n papa se ne fa un antro”

Romanorum: il romano spiegato ai romani. “Morto ‘n papa se ne fa un antro”


Per una volta sostituiamo il tradizionale header della nostra rubrica Romanorum con il fermo immagine di uno dei migliori film italiani recenti. Lo facciamo anche perché “Habemus Papam” è la chiosa ideale per quello che è forse il detto capitolino più famoso. Non è un caso probabilmente che sia anche il più cinico: “Morto ‘n papa se ne fa un antro” (pronunciato con la tradizionale assimilazione di consonante da ‘l’ a ‘n’ – più spesso ora da ‘l’ a ‘r’).

Cosa significa? Facile: indica quanto qualcuno – o qualcosa – sia sostituibile, più o meno facilmente, nonostante non (lo) si creda tale. Indice estremo (la sacralità del ruolo) di sarcasmo e cinismo del romano che sa bene quanto tutto è destinato non solo a passare, ma ad essere soppiantato da qualcos’altro. Non per forza diverso, meno che mai migliore. D’altronde vivere in una città piena delle tracce ormai ruderi, di un impero colossale, rimette ogni cosa (e ogni carica politica) in prospettiva.