A Riano, nel VIII municipio di Roma ed a Fiumicino i rifiuti della Capitale nel post Malagrotta – Basterà per non farci fare la fine di Napoli?

Quadro Alto nel Comune di Riano e Corcolle-San Vittorino nell’VIII Municipio di Roma. Entrambe per 36 mesi, in via temporanea. Poi tra 3 anni a Fiumicino, in località Pizzo del Prete, con una discarica modernissima che conterrà solo residui e che finalmente potrà convinvere con tutti gli impianti di incenerimento previsti. Sono state finalmente individuate,


Quadro Alto nel Comune di Riano e Corcolle-San Vittorino nell’VIII Municipio di Roma. Entrambe per 36 mesi, in via temporanea. Poi tra 3 anni a Fiumicino, in località Pizzo del Prete, con una discarica modernissima che conterrà solo residui e che finalmente potrà convinvere con tutti gli impianti di incenerimento previsti.

Sono state finalmente individuate, ed annunciate dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, le aree destinate a trasformarsi in discariche al termine del ciclo di vita di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa, che chiuderà a febbraio 2012 dopo un’ultima mini proroga di due mesi rispetto alla data di fine 2011. Basterà l’individuazione delle aree per le nuove discariche a salvare Roma dal rischio di trasformarsi in una nuova Napoli?

Tutto dipende dalla velocità di realizzazione delle discariche e dalla risposta dei cittadini. Già, infatti, si levano alte le proteste degli abitanti delle aree interessate, Riano in primis. Tutti si dicono pronti a barricate e ricorsi al Tar perché non vogliono i rifiuti di Roma. Se, invece, tutto andrà bene tra 3 anni le discariche di San Vittorino e Riano chiuderanno. Aprirà quella di Fiumicino che, però, accoglierà solo un residuo di rifiuti trattati, non puzzolente, perché tutto il resto sarà parzialemnte differenziato e parzialmente inviato negli inceneritori di Malagrotta, San Vittore, Colleferro e di una quarta area ancora da individuare (Albano?). Sempre se tutto va bene… E sempre che la Regione Lazio inizi ad investire sul serio sulla differenziata…

Foto: Flickr