Reggio Calabria: DIA sequestra beni per 125 milioni a due imprenditori

Gli imprenditori sarebbero vicini al clan di ‘ndrangheta reggino De Stefano-Tegano.

La DIA di Reggio Calabria questa mattina ha sequestrato beni per 125 milioni di euro a due imprenditori reggini Domenico Giovanni Suraci, di 46 anni, e Giuseppe Crocè, di 68.

Tra i beni oggetto del provvedimento di sequestro ci sono 11 supermercati a marchio Simply, Punto Sma e Spaccio Alimentare e due negozi di oggetti da regalo e casalinghi.

I sigilli alle attività e agli altri beni ritenuti nella disponibilità dei due imprenditori arrivano dopo le indagini della Direzione Investigativa Antimafia reggina che accusa entrambi di avere legami con le storiche cosche di ‘ndrangheta reggine De Stefano e Tegano.

Suraci è stato anche consigliere comunale e per un preriodo assessore, dopo essere stato eletto nella lista “Alleanza per Giuseppe Scopelliti” – di recente condannato a 6 anni per abuso e falso per fatti contestati quando era sindaco della Città dello Stretto.

L’imprenditore poi venne arrestato nel 2012 ed è tuttora alla sbarra per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia per la sua attività politica che imprenditoriale.

Più in dettaglio sono finite sotto sequestro 18 società di capitali: si spazia dalla grande distribuzione alimentare al settore immobiliare e dei giochi a premio, scommesse e pronostici. Attività con sede non solo a Reggio ma anche Gioia Tauro e, fuori regione, a Milano.

Sequestrati anche 5 trust, complessi di beni e diritti a vincolo fiduciario usati come schermi societari. E ancora sei immobili di valore nel quartiere Santa Caterina di Reggio, diversi conti correnti, polizze assicurative e titoli da quantificare.

(Nel video in alto: il direttore della DIA Arturo De Felice: “Reggio è una priorità” – maggio 2012)

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