Romanorum: il romano spiegato ai romani. “A quattro cose nun portate fede…”

Romanorum: il romano spiegato ai romani. “A quattro cose nun portate fede…”


A quattro cose nun portate fede:
sole d’inverno
nuvole d’estate
pianto de donna
carità de frate

Quando il romano si sente rimproverare per le eccessive dosi di cinismo con cui affronta le contraddizioni a cui lo costringe la Capitale, spesso risponde di utilizzare in realtà l’arma affilatissima dell’ironia. Non stia lì a giustificarsi – anzi, il più delle volte gongola soddisfatto – ma sa che quello sguardo obliquo è indispensabile, comunque lo si voglia chiamare.

Molti negheranno – voi concedetevi il beneficio del dubbio – eppure per vivere in una grande e complessa città come Roma sono necessarie alcune regole non scritte: pena il ritrovarsi sbalzati fuori dalla romanità senza troppi complimenti. Il romano è ‘padrone a casa sua’ e non mancherà di sottolinearlo. Questa necessità implicita di piccoli ‘prontuari’, trasforma spesso i consigli in proverbi. Come quello che vi proponiamo oggi su Romanorum.

Il senso dell’elenco è semplice: non fidarsi di ciò che non dura. C’è tanto dell’approccio romano alla vita in questi quattro avvertimenti. Il clima mutevole dettato dal Ponentino, l’amore approcciato di sghimbescio, la religione – come sempre – sbeffeggiata. E se lo dicono gli abitanti di una città in cui i ruderi resistono meglio e più a lungo di qualunque idea passeggera, forse c’è ragione di fidarsi.