Mafia, commerciante antiracket ucciso a Caltanissetta nel 1989: 12 arresti

Dodici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Caltanissetta nei confronti di altrettante persone già in carcere per altri reati.

Ci sono voluti 25 anni, ma l’omicidio del commerciante Francesco Pepi si può considerare risolto. L’uomo è una delle tante vittime della mafia, ucciso nel 1989 perchè si era opposto al pagamento del pizzo e aveva spronato altri imprenditori di Caltanissetta a fare lo stesso.

La svolta è arrivata grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno permesso anche di fare chiarezza sull’omicidio di Giuseppe Vaciarca e Gaetano Campione, uccisi tra il febbraio del 1989 e l’ottobre del 1990, e sul tentato omicidio di Rocco Filippo Riggio.

Dodici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Caltanissetta nei confronti di altrettante persone già in carcere per altri reati. I 12, tutti vicini alle cosce attive nell’area, sono accusati di omicidio e tentato omicidio aggravati dalle modalità mafiose.

Tra loro figurato lo storico boss di Cosa Nostra Piddu Madonia e Antonio Rinzivillo, oltre ad Alessandro Barberi, 62 anni, al vertice dell’organizzazione operante su Gela, e ai fratelli Pino e Vincenzo Cammarata, capi famiglia di Riesi.

Francesco Pepi, riconosciuto vittima di mafia dal Viminale nel 2003, secondo gli inquirenti fu ucciso per dare un segnale chiaro: nonostante le cosche fossero in guerra tra loro, i gesti di dissenso contro racket ed estorsioni non potevano essere tollerati.

carcere italiano

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