Pacchetto pensioni: le ultime novità. Camusso: l’APE sarà un fiasco

Le ultime notizie sul pacchetto pensioni del governo Renzi. Quanti soldi servono per finanziare le misure ipotizzate?

di remar

Il pacchetto pensioni impegna il governo, se non altro a livello di dichiarazioni di intenti, prima della pausa agostana. Il tavolo con i sindacati procede senza scossoni e le ultime novità riguarderebbero, secondo quanto scrive l’Ansa, lo scivolo al pensionamento per i lavoratori precoci, ovvero che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni, per costi stimati tra 1,2 e 1,8 miliardi a regime (dopo i 10 anni).

Lavoratori precoci e lavori usuranti

Annualmente sarebbero interessate 60-67mila persone. Verrebbe attribuito un bonus di 4 mesi per ogni anno di contribuzione prima dei 18 anni di età, a partire dai 14, costo tra 1,5 e 1,8 miliardi a regime. Con un bonus ridotto a 3 mesi i costi si ridurrebbero da 1,2 a 1,4 miliardi. Per agevolare il pensionamento per i lavori usuranti invece occorrerebbero di 72 milioni di euro a regime (20 il primo anno), facendo leva sull’adeguamento alla speranza di vita.

Quattordicesime

In tema di quattordicesima, estenderla e riconoscerla al doppio della platea dei pensionati over 64 che la prendono ora (da 1,2 mln a 2,4) costerebbe 800 milioni all’anno. Sarebbe questa la cifra da spendere per accrescere il potere d’acquisto dei pensionati con redditi bassi.

Ricongiunzioni previdenziali

La ricongiunzione gratuita invece, ossia mettere in fila i contributi versati per la pensione in diverse gestioni, costerebbe 500 milioni a regime, cifra che comprenderebbe anche l’onerosissimo riscatto della laurea.

Ape

Per l’anticipo pensionistico (Ape) tramite prestito, la cui gestione sarebbe affidata all’Inps, i costi variano tra 600 e e 700 milioni di euro, spesa destinata specialmente a coprire le detrazioni per le categorie svantaggiare, a cominciare dai disoccupati. Sul pacchetto pensioni e in particolare sull’Ape il segretario generale della Cgil Susanna Camusso attacca: “Non va avanti lApe – prosegue Camusso – è nei fatti un prestito, un marchingegno che non può funzionare come soluzione generale al tema della flessibilità in uscita. Del resto è facile capire che letà lavorativa, con un prestito da restituire in 20 anni sulla stessa pensione, è unApe”.

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