Tremonti Hood e il petrolio maledetto

Il ministro Giulio Tremonti non fa passare giorno senza annunciare misure “innovative” per rimettere in sesto l’economia italiana. Provvedimenti che stranamente vanno nella direzione opposta rispetto alle dichiarazioni del premier: “costruiremo il Ponte” e Tremonti toglie 1,5 miliardi di euro da quel capitolo; “banda larga in tutta Italia” e Giulio taglia 50 milioni di euro


Il ministro Giulio Tremonti non fa passare giorno senza annunciare misure “innovative” per rimettere in sesto l’economia italiana.

Provvedimenti che stranamente vanno nella direzione opposta rispetto alle dichiarazioni del premier: “costruiremo il Ponte” e Tremonti toglie 1,5 miliardi di euro da quel capitolo; “banda larga in tutta Italia” e Giulio taglia 50 milioni di euro di finanziamenti destinati alle diffusione della rete…

Ma il vero pallino di Tremonti Hood è però la questione petrolifera. Oggi i giornali annunciano un piano in 4 punti contro il caro-carburanti che il nostro ministro avrebbe quasi finito di predisporre: 1) aiuti fiscali ad agricoltori, autotrasportatori e pescatori; 2) liberalizzare completamente la rete dei distributori; 3) aumentare le tasse per le compagnie petrolifere; 4) avviare l’iter per costruire 4 – 5 centrali nucleari in Italia.

Personalmente mi sembrano quattro carte con cui non si vince neppure a briscola… ma la più inefficace mi pare quella di liberalizzare totalmente la rete dei distributori di carburante. Una scelta che parte dal presupposto ideologico secondo cui basta eliminare ogni restrizione per affidarsi al potere salvifico del mercato e che sembra incentrata sulla convinzione che l’aumento del prezzo del petrolio sia dovuto ad un difetto di concorrenza nella distribuzione invece che ad una speculazione tutta finanziaria.

Basta guardare le nostre autostrade per capire che questa mossa non funzionerà: si posso percorrere centinaia di chilometri ed incontrare decine di distributori diversi senza trovare un “risparmio” che non sia di 0.00 qualcosa. Le compagnie più grandi come Q8, Agip, Total, Shell, Ip, sembrano molto in sintonia nel definire i prezzi e la discrezionalità dei gestori e talmente bassa da non consentire scarti rilevanti tra una stazione e l’altra.

E voi, che ne pensate del poker energetico di Tremonti Hood?

Foto: tantrum_dan