Estradato in Italia Michael Seifert, il “Boia di Bolzano”

Erano 56 anni che si attendeva il suo ritorno in Italia, non a braccia aperte, ma a porte del carcere spalancate. È arrivato questa mattina presto all’aeroporto militare di Ciampino Michael Seifert, l’ex caporale delle SS conosciuto come il “Boia di Bolzano”, criminale di guerra nazista estradato ieri dal Canada su richiesta delle autorità italiane.

Erano 56 anni che si attendeva il suo ritorno in Italia, non a braccia aperte, ma a porte del carcere spalancate. È arrivato questa mattina presto all’aeroporto militare di Ciampino Michael Seifert, l’ex caporale delle SS conosciuto come il “Boia di Bolzano”, criminale di guerra nazista estradato ieri dal Canada su richiesta delle autorità italiane. “Misha” è stato trasferito immediatamente nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, ma visti i suoi 84 anni e lo stato di salute è probabile che non resterà a lungo in prigione e gli saranno concessi gli arresti domiciliari. Era stato condannato all’ergastolo per i crimini di guerra commessi nel lager di Bolzano, riconosciuto colpevole di 9 dei 15 capi d’accusa contestatigli (tra cui gli omicidi di un ragazzo ucciso spaccandogli la testa contro un muro, e di una donna incinta sventrata). Una cronologia dei fatti che hanno portato ad oggi, la leggete qui sul Boston Globe, le sentenze italiane sono qui sul sito della Difesa, altri documenti e testimonianze sono sul sito Deportati.it.

Seifert non è il primo ex ufficiale nazista a essere estradato e condannato in Italia: prima di lui ricordiamo Walter Reder, il “Boia di Marzabotto”, anche conosciuto come “Il monco”, per via del braccio perso in guerra: Reder era stato riconosciuto colpevole dell’eccidio di Marzabotto in cui morirono 1800 persone. Condannato nel ’51, fu rilasciato nell’85 e morì a Vienna nel ’91. Herbert Kappler, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, fuggì invece dall’ospedale militare del Celio, calato da una finestra dalla moglie, chiuso in una valigia. Si rifugiò in Germania dove morì nel 1978. Più recente l’estradizione, infine, di Erich Priebke, estradato in Italia nel 1995 con l’accusa di essere stato anche lui tra gli organizzatori della strage delle Fosse Ardeatine. A causa dell’età avanzata, a Priebke vennero concessi gli arresti domiciliari che l’ex capitano nazista sconta ancora oggi presso un’abitazione di Roma.

Via | Il Messaggero e ADNKronos

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