Strage sul lavoro: a Mineo sei operai muoiono in una cisterna

UPDATE Ore 15.00: I sei operai morti nel depuratore comunale di Mineo non dovevano lavorare in quella vasca. La conferma arriva dalla ditta del servizio espurgo e dal sindaco del paese, Giuseppe Castania: “Dovevano lavorare ai bordi della cisterna ma, per scendere, avevano comprato una scala di alluminio”.  Li hanno trovati parecchie ore dopo il

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UPDATE Ore 15.00: I sei operai morti nel depuratore comunale di Mineo non dovevano lavorare in quella vasca. La conferma arriva dalla ditta del servizio espurgo e dal sindaco del paese, Giuseppe Castania: “Dovevano lavorare ai bordi della cisterna ma, per scendere, avevano comprato una scala di alluminio”. 

Li hanno trovati parecchie ore dopo il decesso, abbracciati sul fondo della cisterna nella quale stavano lavorando. Sono morti così, ieri mattina, sei operai di un impianto di depurazione delle acque di Mineo, nel Catanese.

Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, due operai si sarebbero calati nella vasca che ripulivano ogni mercoledì, ma per motivi ancora da accertare si sarebbero sentiti male. Gli altri sarebbero intervenuti per cercare di salvarli, con un atto di generosità che purtroppo non è servito a nulla.

Ancora tutte da chiarire le cause dell'incidente: l'ipotesi più probabile sembra quella di una intossicazione da esalazioni mortali, ma non si esclude che siano stati uccisi dalla fuoriuscita improvvisa di fanghi velenosi da un bocchettone o da una scossa elettrica che avrebbe colpito il primo operaio e poi a catena tutti gli altri.

Di certo c'è solo il fatto che lavoravano senza le necessarie misure di sicurezza: nessuno di loro indossava tute o maschere di protezione per naso, bocca e sistema respiratorio in generale.

E ai sei operai di Mineo bisogna aggiungere, nella sola giornata di ieri, altre quattro morti bianche a Modena, Imperia, Alessandria e Nuoro, che vanno ad allungare la lista dei 360 incidenti mortali sul lavoro dall'inizio dell'anno.

Quando si apprende che 9 persone in varie parti d’Italia sono morte sul luogo del lavoro in una una sola giornata, a me non viene in mente il bianco ma il rosso del sangue e della rabbia e il nero della disperazione” scrive Giornalismo Partecipativo.

Di lavoro, dunque, si continua a morire: l'ennesima strage arriva a soli tre mesi dalla tragedia di Molfetta, dove cinque operai morirono intossicati dentro una cisterna, e sei mesi dopo il dramma della Thyssen Krupp di Torino, dove persero la vita sette persone, bruciate vive mentre facevano il turno di notte. Ma l'elenco sarebbe ancora lungo: solo nel 2007 sono stati più di 1300 i morti, decine di migliaia i feriti.

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