La nuova Dc che vuole Bagnasco: un passo indietro per l’Italia

Il Presidente della Cei attacca duramente Berlusconi ma propone la nascita di un nuovo soggetto “politico”

di bruno,

Le critiche del Cardinal Angelo Bagnasco a Berlusconi non possono che far piacere, soprattutto se si considera che arrivano dopo anni in cui il Vaticano, intascando sostanziosi contributi dall’8 per mille e dalle varie esenzioni gentilmente concesse da una politica vigliacca e serva, aveva evitato di censurare con forza il degrado etico e morale in cui era sprofondato il nostro Paese. Certo, non erano mancati gli interventi critici, ma non era mai arrivata una condanna netta e chiara come questa. Alcune parole pronunciate dal Cardinale, però, devono far riflettere:

“Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni.”

Insomma, visto che Berlusconi (e probabilmente tutto il centrodestra) hanno fallito, meglio rifondare la Dc. O meglio, creare un nuovo soggetto politico mettendo insieme Udc, cattolici di entrambi gli schieramenti e associazioni cattoliche come le Acli, la Coldiretti e addirittura la Compagnia delle Opere (il braccio economico di Cl). Secondo Pierfrancesco De Robertis

“Ciò a cui pensano i vescovi per il dopo-Berlusconi è una derivazione italiana del Ppe, che potrebbe essere o una sorta di Udc allargata oppure una versione rinnovata dello stesso Pdl in cui i valori cattolici siano ben rappresentati. In ogni caso qualcosa che si collochi nell’ambito del centrodestra e sia alternativo al centrosinistra.”

Questa ricostruzione è credibile ma, forse, i vescovi hanno altro in mente. Ricreare il centro che, tagliando le ali estreme, governi nei secoli dei secoli. Dopo il salto spiegheremo perchè questa idea, da qualunque parte la si guardi, è una follia politica.

Se la Chiesa vuole dare vita ad una nuova Dc, perchè non collocarla al centro dello schieramento politico? Esattamente come la vecchia Democrazia Cristiana, il nuovo soggetto politico potrebbe, inglobando i “moderati” di centrodestra e centrosinistra, formare un blocco politico abbastanza forte da essere in grado di governare da solo. Questa idea, oltre ad essere una intollerabile intromissione nella vita politica di uno Stato che, fino a prova contraria, dovrebbe essere sovrano (la Chiesa vuole creare un partito politico, non so se è chiaro), farebbe tornare indietro il Paese di molti anni.

Dal 1994 in poi (diciamo dal 2001 in poi, visto che sia nel 1994 che nel 1996 si sono presentate alle elezioni più di due schieramenti), la dinamica del sistema politico italiano è diventata bipolare. Una parte di merito va a Silvio Berlusconi (ma la bipolarizzazione si sarebbe potuta realizzare benissimo anche senza di lui) e soprattutto agli elettori italiani che al sistema asfittico e chiuso della Prima Repubblica (Dc al governo, Pci all’opposizione, Psi e gli altri partiti laici ora al governo, ora all’opposizione) hanno preferito un sistema di alleanze che permette di scegliere con il voto chi governerà il Paese (prima del 1992 le cose erano un po’ più complesse).

Si è trattato di un cambiamento notevole: i cittadini possono giudicare l’operato del governo e dell’opposizione per poi scegliere tra due alternative al momento del voto. Ovviamente, questa radicale modifica del sistema politico ha indebolito la forza dei cattolici (che comunque continuano ad essere molto potenti), perchè si sono dovuti dividere tra un polo di centrodestra ed uno di centrosinistra. Di conseguenza, anche il potere negoziale della Chiesa cattolica è cambiato (ma non è diminuito – vedi ad esempio la vicenda relativa alla legge sul testamento biologico o la legge sui PACS).

Cosa fare, quindi? Finchè la politica regala centinaia di milioni di Euro al Vaticano, meglio non dire nulla. Ma se la situazione cambia, se la base cattolica si scaglia violentemente contro il Presidente del Consiglio, meglio far sentire la propria voce. Meglio proporre la rinascita della Balena Bianca . Dimenticando che l’Italia non è (o meglio, non dovrebbe essere) un protettorato vaticano e che le conquiste politiche degli ultimi 17 anni non possono essere messe in soffitta per riconsegnare il Paese nelle mani degli eterni democristiani.