Dimentica la figlia in auto provocandone la morte: assassina o mamma stressata?

Bisognerà attendere fino a mercoledì, quando è stata disposta l'autopsia, per chiarire le cause della morte di Maria, la bimba di due anni dimenticata in macchina dalla mamma per oltre cinque ore a Merate, nel Lecchese. La mamma, Simona Verzelletti, insegnante al liceo Agnesi, era convinta di averla portata come al solito dalla baby sitter:

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Bisognerà attendere fino a mercoledì, quando è stata disposta l'autopsia, per chiarire le cause della morte di Maria, la bimba di due anni dimenticata in macchina dalla mamma per oltre cinque ore a Merate, nel Lecchese.

La mamma, Simona Verzelletti, insegnante al liceo Agnesi, era convinta di averla portata come al solito dalla baby sitter: solo dopo una telefonata del marito si è ricordata che la bimba era ancora nell'auto, ma era già troppo tardi. “Quando una bimba rimane così a lungo esposta a calore elevato – spiega Giovanni Buonocore, il primo medico che ha soccorso la bimba – le cellule smettono di funzionare: il cervello non manda più impulsi, il cuore non si contrae più”. (Foto tratta da merateonline.it)

In Rete i pareri sono divisi tra chi non se la sente di condannare una mamma stressata e chi non giustifica una donna che dimentica la propria figlia in auto provocandone la morte. “Prima di crocifiggere come madre snaturata la signora di Lecco che ha scordato la figlia di 2 anni in macchina vorrei che pensassimo a tutte le volte in cui sarebbe potuto succedere alle tantissime donne che ne condividono la vita” scrive Da rileggere riprendendo la riflessione di Massimo Gramellini.

Neanche Marco Piccolo condanna la donna, ma prova “una immensa pietà per questa bambina e per la sua mamma”. Impariamo ad aiutare si dice “senza parole”, mentre l'ondacalda si chiede “Cosa c'era di più importante alle 8.30 del mattino rispetto ad una figlia?”.

E' un rimorso che mi porterò dietro tutta la vita, sono distrutta” continua intanto a ripetere la donna. Alla base della dimenticanza potrebbe esserci lo stress per i recenti problemi di salute del marito, ma altre circostanze hanno contribuito alla morte di Maria: il cellulare di Simona Verzelletti era “silenzioso” e quindi la donna non si è accorta delle chiamate della baby sitter e del marito e alcuni studenti del liceo che pur avendo notato la piccola in macchina si sono limitati a salutarla e non hanno pensato di dare l'allarme. Forse Maria poteva essere salvata?