Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: il presidente Saleh ritorna nello Yemen, l’opposizione annuncia nuove proteste. La Tv di Stato yemenita, citata dalla Bbc e da altri media internazionali, ha dichiarato che il Presidente Ali Abdullah Saleh è rientrato nel Paese. Saleh si trovava in Arabia Saudita dallo scorso giugno, dopo essere rimasto ferito in un attentato condotto con

Medio Oriente: il presidente Saleh ritorna nello Yemen, l’opposizione annuncia nuove proteste. La Tv di Stato yemenita, citata dalla Bbc e da altri media internazionali, ha dichiarato che il Presidente Ali Abdullah Saleh è rientrato nel Paese. Saleh si trovava in Arabia Saudita dallo scorso giugno, dopo essere rimasto ferito in un attentato condotto con razzi contro il palazzo presidenziale.

Tra i regimi colpiti dalle sollevazioni della primavera araba, quello yemenita costituisce un caso a sé. I manifestanti scesi in piazza negli ultimi mesi per protestare contro Saleh non hanno avuto da parte degli Usa e dei Paesi occidentali, la stessa simpatia e sostegno goduta dai loro omologhi di Egitto, Tunisia e Libia. Eppure anche Saleh, come Mubarak, Ben Ali o Gheddafi è al potere da più di trent’anni.

Dai dispacci divulgati da WikiLeaks nel Cablegate, è emerso come Saleh utilizzasse il pretesto della lotta al terrorismo per chiedere fondi e sostegno a Washington e per giustificare la repressione di rivolte interne. Quello che viene ritratto dai cablogrammi dei diplomatici Usa è un dittatore da operetta considerato poco credibile dai suoi stessi alleati.

E’ da gennaio che i manifestanti affollano la Piazza del Cambiamento nella Capitale per chiedere le dimissioni di Saleh. Mesi in cui le proteste e la relativa repressione del regime si sono fatte sempre più violente. Nell’ultima settimana le tensioni nel Paese sono diventate fortissime: il bilancio degli scontri che, dalla scorsa domenica, si sono intensificati nella capitale Sanaa ha ormai superato le 80 vittime.

I media internazionali riferiscono che gli scontri nella capitale coinvolgerebbero per lo più gruppi di sostenitori di Saleh e soldati fedeli a un alto ufficiale che sostiene l’opposizione.

Abdel-Hadi al-Azizi, uno dei leader dell’opposizione, ha affermato che il ritorno del Presidente creerà nuove divisioni nel Paese e porterà a un’escalation delle proteste e delle violenze, definendo quella attuale “un’escalation molto critica”. I manifestanti della Capitale hanno dichiarato che indiranno nuove manifestazioni dopo la preghiera del venerdì. E’ quasi certo che il bilancio delle vittime è destinato a salire nelle prossime ore.