L’Aquila – Il processo alla Commissione Grandi Rischi

Si apre la prima udienza del processo sulla presunta mancata prevenzione all’Aquila. Tutti contumaci tranne Bernardo De Bernardinis

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Oggi, 20 settembre 2011, è un giorno importante per L’Aquila post-terremoto. Non perché ci sia qualcosa di particolare che riguardi la ricostruzione, ma perché si è aperto il Processo alla Commissione Grandi Rischi, che vede fra gli imputati Franco Barberi (che della commissione è il presidente vicario), Enzo Boschi, all’epoca dei fatti presidente dell’INGV (l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, che è anche direttore di Encentre nonché responsabile del progetto C.A.S.E. voluto dal Governo e dalla Protezione Civile di Guidi Bertolasi, Claudio Eva, docente di fisica all’Università di Genova, Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, all’epoca dei fatti vicecapo del dipartimento di Protezione Civile e oggi all’Ispra.

La riunione della Commissione Grandi Rischi

E’ il 31 marzo 2009. Siamo in pieno sciame sismico. La commissione si riunisce, come da verbale, alle 18:30. La riunione dura poco meno di un’ora. Sostanzialmente, nel corso dell’incontro ci si limita a evidenziare l’impossibilità a prevedere terremoti In questo, il verbale è un capolavoro di equilibrismo scientifico. Sullo stesso verbale grava anche un carteggio polemico fra Boschi e Bertolaso: secondo il primo sarebbe stato fatto firmare in tutta fretta la mattina del 6 aprile, a sisma avvenuto, il secondo respinge le accuse al mittente. Il tutto si è chiuso con un nulla di fatto.

Se i terremoti non si possono prevedere, qual è il problema?

Secondo l’accusa, il 31 marzo 2009 ci fu una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico e inoltre vennero divulgate informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione. Resta ormai celeberrima l’intervista a Bernardo De Bernardinis, in tal senso:

Non c’è un pericolo. La comunità scientifica continua a confermare che anzi è una situazione favorevole…

Il punto, dunque, non è cercare una giustizia sommaria o dei responsabili per un terremoto, che è evidentemente un fenomeno naturale. Ma cercare di individuare eventuali responsabilità nella mancata prevenzione. Anche a fronte della presenza di rapporti e documenti che, da anni, indicavano l’alto rischio sismico in Abruzzo, gli edifici da mettere in sicurezza e via dicendo.

La prevenzione, lo ricordiamo per dovere di cronaca, è uno dei compiti fondamentali della Protezione Civile secondo la sua legge costitutiva.

Verbale della Commissione Grandi Rischi
Verbale della Commissione Grandi Rischi
Verbale della Commissione Grandi Rischi
Verbale della Commissione Grandi Rischi
Verbale della Commissione Grandi Rischi

Il processo

Il processo è cominciato oggi. L’unico imputato presente era proprio Bernardo De Bernardinis. Gli altri imputati sono stati dichiarati contumaci. Ci sono oltre 50 costituzioni di parti civili, fra cui il Comune dell’Aquila. La richiesta di risarcimento è di 50 milioni di euro. Ma si tratta evidentemente di una richiesta simbolica, perché il punto cruciale del processo è l’ammissione o meno del fatto che possano esistere delle responsabilità di stato qualora non si operi adeguatamente in campo di previsione e prevenzione in caso di catastrofi naturali.

La prossima udienza è prevista per il 1° ottobre. Si tratta sicuramente di un processo storico, che non riguarda solo L’Aquila, ma tutti i territori colpiti da un evento naturale. Sarà difficile dimostrare che ci sia stato dolo, ovviamente: ma l’evento è importante per una questione morale – verità giudiziaria e verità morale non sempre vanno di pari passo -, per una questione di giustizia sociale e soprattutto perché si pretenda, come prima grande opera, un’operazione di messa in sicurezza del territorio.

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