S&P declassa il debito dell’Italia

Pessima notizia notturna: la più grande agenzia di rating declassa il debito dell’Italia.

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Standard & Poor’s l’agenzia di rating che aveva declassato il debito degli U.S.A., si è ripetuta pochi minuti fa con l’Italia: declassato il debito sovrano del nostro paese, da A+ ad A. Accade di notte (causa il fuso orario con gli States), ma è una notizia destinata a far molto rumore.

Nel comunicato in cui l’agenzia spiega la decisione si legge che

[il declassamento] riflette la nostra visione di prospettive di crescita indebolita […] la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare l’abilità dell’esecutivo a rispondere con decisione a un contesto macroeconomico interno ed esterno difficile.

E’ un giudizio duramente politico, quello che giustifica l’analisi di S&P, che ci ritiene meno solventi di prima e che, di fatto, boccia la manovra Tremonti e l’operato del Governo in questo momento di crisi (se vi incuriosisce, questo intrecci di finanza e politica, vi rimando a un non troppo vecchio cosa sono le agenzie di rating).

E secondo il Wall Street Journal ci sarebbero già voci di una possibile nuova tornata di misure per fronteggiare la crisi da parte del Governo, sebbene non ci sia stato alcun annuncio ufficiale. Gli analisti del Telegraph sono molto pessimisti in merito a questa notizia, che interesserà da vicino tutta l’Eurozona. I mercati regnano, la manovra Tremonti non è servita a fermare lo strapotere politico delle agenzie di rating.

E’ il neoliberismo, bellezze.