La tecno-mafia: pizzini via chat e skype

Non mi stancherò mai di ripetere come il cambio di marcia sviluppato ultimamente da alcuni dei boss di mafia più giovani segni un ulteriore, importante passo evolutivo di un mostro contro il quale le forze dell’ordine, nonostante i ripetuti arresti e sequestri, fanno fatica a combattere, proprio in virtù della sua velocità di cambiamento e

di elvezio

Non mi stancherò mai di ripetere come il cambio di marcia sviluppato ultimamente da alcuni dei boss di mafia più giovani segni un ulteriore, importante passo evolutivo di un mostro contro il quale le forze dell’ordine, nonostante i ripetuti arresti e sequestri, fanno fatica a combattere, proprio in virtù della sua velocità di cambiamento e adattamento.

Ormai archiviata la tremenda escalation in brutalità (bambini sciolti nell’acido, donne e ragazzine uccise in modi che avrebbero fatto inorridire la vecchia cupola) e data per assodata la pratica di investire i proventi di droga e vari crimini in attività via via più legali ci tocca ora assistere all’inevitabile upgrade tecnologico di queste bestie.

Dimenticate i pizzini di Provenzano, ora gli ordini viaggiano nelle chat room e attraverso Skype mentre i carabinieri arrancano faticosamente per le campagne sicule. A sentire infatti alcuni pentiti (ma la notizia è confermata da testimoni e inquirenti), i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo erano veri e propri patiti di internet e passavano ore incollati ai terminali della loro villa-covo. Gli ordini, le condanne a morte e lo smercio di droga viaggia quindi attraverso i canali informatici delle chat room e di Skype, canale preferito da uno dei più importanti boss ancora latitanti, Matteo Messina Denaro.

Sarebbe opportuno rinforzare le task force informatiche della polizia, visti i nuovi tipi di difficoltà (di indagine ma anche legali)create da questo mezzo di comunicazione. Sarebbe poi interessante leggersi qualche chattata fra boss, chissà quale room preferiscono e chissà se chattano in dialetto o usano anche loro le emoticon e i ROTFL…

Fonte: Agi News On

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