Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: indipendenza della Palestina, ancora spazio per i negoziati? Le parole pronunciate ieri di fronte ai giornalisti dal Ministro degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Riyad Al-Maliki non lasciano spazio a dubbi.Al-Maliki ha affermato che il Presidente dell’Anp Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si rivolgerà ufficialmente al Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon “chiedendo che

Medio Oriente: indipendenza della Palestina, ancora spazio per i negoziati? Le parole pronunciate ieri di fronte ai giornalisti dal Ministro degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Riyad Al-Maliki non lasciano spazio a dubbi.

Al-Maliki ha affermato che il Presidente dell’Anp Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si rivolgerà ufficialmente al Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon “chiedendo che lo Stato di Palestina sia ammesso come un Stato membro a tutti gli effetti all’interno delle Nazioni Unite.”

L’Anp si mostra quindi determinato a perseguire la sua battaglia diplomatica per ottenere l’indipendenza della Palestina passando attraverso un riconoscimento dell’Assemblea delle Nazioni Unite. La mossa, come è noto, incontra la resistenza degli Stati Uniti oltre a quella di Israele.

La posizione ufficiale degli Usa è infatti quella di sostenere che l’indipendenza della Palestina non possa essere sancita da un voto dell’Assemblea o del Consiglio di sicurezza Onu, ma che debba essere il frutto di negoziati. In ragione di questa linea diplomatica, gli Usa hanno dichiarato che faranno ricorso al proprio potere di veto se la questione sarà posta ai voti in seno al Consiglio di sicurezza.

Queste le opposte posizioni: in mezzo la diplomazia è al lavoro. Gli Stati Uniti stanno facendo ricorso a tutto il loro cosiddetto “soft power” per cercare di dissuadere i palestinesi dal chiedere l’indipendenza in sede Onu.

Ieri, i due diplomatici Usa Dennis Ross and David Hale hanno incontrato i vertici dell’Anp per un ultimo tentativo di incentivare la ripresa dei negoziati (da tempo arenati sulla questione delle colonie israeliane in Cisgiordania). Non sappiamo ancora l’esito dell’incontro, ma è probabile che non lo scopriremo fino al 23 settembre, data in cui l’Anp ha programmato di rivolgere la sua richiesta all’Assemblea.

Quello che traspare dal discorso di Al-Maliki (pronunciato due ore prima del programmato incontro con i diplomatici Usa) è che l’Anp non ha ancora chiuso tutte le porte.

Il Ministro degli esteri dell’Anp ha infatti affermato che, fino alla scadenza prossimo 23 settembre, i palestinesi sono aperti “a qualsiasi tipo di suggerimento o idea che possa venire da qualsiasi parte per la ripresa dei negoziati su basi solide, con termini chiari, tempi e scadenze chiari e una chiara conclusione della partita”

Suona un po’ come dire che siamo pronti a fare la nostra parte e stare al gioco se, a questo giro, tutti rispetteranno le regole e nessuno tenterà più di barare. Significa che le trattative per la ripresa dei negoziati stanno proseguendo dietro le quinte? Forse.

Secondo quanto riferito dal capo negoziatore palestinese all’Onu Riyadh Mansour, non è stata ancora presa nessuna decisione sulla presentazione della richiesta di riconoscimento della Palestina all’Assemblea generale annunciata per la prossima settimana.

Solo annunci per alzare la posta e ottenere la ripresa dei negoziati su basi e condizioni migliori di quelle precedenti? Le vie della diplomazia sono infinite. Sapremo solo la prossima settimana se quella palestinese è un’abile strategia o la prima scossa di un vero e proprio terremoto politico.