Ore 12 – “No” alla trappola dell’antipolitica. Ma “no” alla piovra della casta

Gli italiani seguono con disinteresse e con rassegnazione l’iter della manovra, in queste ore alla Camera. Disinteresse perché gli effetti della scure sono ancora virtuali. Rassegnazione perché non c’è alcuna fiducia né nel governo, né nella politica. La forbice dell’astensionismo si allarga (i sondaggi dicono che almeno il 30% non vuole più votare), il Pdl,

Gli italiani seguono con disinteresse e con rassegnazione l’iter della manovra, in queste ore alla Camera. Disinteresse perché gli effetti della scure sono ancora virtuali. Rassegnazione perché non c’è alcuna fiducia né nel governo, né nella politica.

La forbice dell’astensionismo si allarga (i sondaggi dicono che almeno il 30% non vuole più votare), il Pdl, primo partito della maggioranza, perde consensi ma non è il Pd, maggior partito d’opposizione, a trarne vantaggio.

L’antipolitica è una trappola, ma Bersani che alla festa del Pd grida “non siamo tutti uguali” e in 90 minuti non cita una volta Penati, qualcosa, rispetto alla coerenza e alla credibilità, vorrà pur dire. Non solo.

Dalla manovra “inutile e iniqua”, cosa resta degli sbandierati tagli alla politica? Dalla manovra sempre pericolosamente in fieri, cosa perde davvero la casta politica, cosa pagano i partiti?

Il nodo vero, quello del finanziamento pubblico, non viene toccato, se non in modo ridicolo: resta l’oscenità dell’erogazione sulla base degli aventi diritto al voto e non sui voti espressi, cioè un fiume di soldi nelle casse dei partiti. L’abolizione delle province? Già Bossi rassicura i suoi governatori e chi esce dalla porta rientrerà dalla finestra. I vitalizi e gli assegni di fine mandato per i parlamentari? Niente. Il taglio dei parlamentari? Ad majora! Li discute (con calma) la commissione Affari costituzionali del Senato. Che dire delle società partecipate con migliaia di presidenti, vice presidenti, consiglieri super pagati perlopiù per creare debiti?

La lista è lunga. Ma bastano questi pochi esempi per dimostrare che la casta non vede e non sente la gente, aspetta il ritorno del freddo per tirar su il bavero del cappotto e proseguire per la strada di sempre: quella dei privilegi e dei propri interessi. Senza dignità. Di questo passo, l’Italia finirà spolpata. O diventerà una … provincia cinese.