Davide Giacalone e i dietrofront di Berlusconi sul reato di immigrazione clandestina

Così scrive oggi Davide Giacalone su Libero e sul suo blog:Dovremmo porre all’Europa il problema di aiutarci, invece riusciamo a farci criticare sia che entrino sia che li si fermi. Molti passano da noi e poi vanno altrove. Troppi delinquenti si fermano, perché la nostra giustizia fa ridere. Un numero elevato lavora onestamente, ma in

Così scrive oggi Davide Giacalone su Libero e sul suo blog:

Dovremmo porre all’Europa il problema di aiutarci, invece riusciamo a farci criticare sia che entrino sia che li si fermi. Molti passano da noi e poi vanno altrove. Troppi delinquenti si fermano, perché la nostra giustizia fa ridere. Un numero elevato lavora onestamente, ma in clandestinità, perché le quote governative sono fuori dalla realtà e le procedure sadomasochiste. Se così non fosse come potrebbero i ministri avere delle preoccupazioni per le badanti cui hanno affidato le loro mamme?

Il tutto mentre non è ancora iniziato il dibattimento, e le dissociazioni “personali” del presidente del consiglio infiammano gli animi, come si legge su La Stampa:

E’ stato un bel colpo di scena, quello del presidente del Consiglio che si dissocia «a titolo personale» dal reato di immigrazione clandestina: un po’ nel genere teatro dell’assurdo, essendo lui, infatti, il primo firmatario del progetto di legge che lo contiene. Perché questa stravagante, ancorché forse utile, marcia indietro?

Già, voi che idea vi siete fatti?