Chi è Valter Lavitola?

Già direttore dell’Avanti e faccendiere con affari in corso con Finmeccanica. Tutto su Valter Lavitola.

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Se l’inchiesta in corso ha portato alla ribalta tal Debbie Castaneda, è però più utile e importante, al fine di comprendere determinati meccanismi di potere, capire chi sia Valter Lavitola e perché sia finito in questo calderone. Per lui è stata nuovamente rispolverata la definizione di faccendiere già utilizzata per parlare di Luigi Bisignani.

Biografia

Valter Lavitola, Europee 2004 Circoscrizione Sud Valter Lavitola ha 45 anni, è laureato in Scienze Politiche e dice di essere in politica dal 1984 con il Psi, dove gli vengono affidati incarichi a livello nazionale ed internazionale. Si occupa da sempre di sviluppo sostenibile. Aderisce a Forza Italia nel 1994, fedele a questa assurdità di un PSI tradito nei suoi intenti più profondi da tutti coloro che ne sono fuoriusciti per finire a destra, con Silvio Berlusconi. A dimostrazione del fatto che il socialismo, in Italia, ha una storia tutta sua. E che socialismo e PSI hanno smesso di essere sinonimi da oltre 20 anni. E’ un piccolo imprenditore. Si candida nel 2004 alle Europee con Forza Italia. Circoscrizione Sud. Non gli va bene: prende 51.283 preferenze, ma risulta il primo dei non eletti.

L’Avanti

A dicembre 1996 esce L’Avanti!. Proprietà ed editrice sono della cooperativa International press di Valter Lavitola. Primo direttore: Sergio De Gregorio (che troveremo in un tentativo di creare un giornale di partito dell’IdV). Il giornale chiude poco dopo, poi riapre il 16 gennaio 2003: dirige sempre Lavitola, il giornale diventa un foglio liberalsocialista degli ex PSI di Forza Italia: Fabrizio Cicchitto, Paolo Guzzanti, Renato Brunetta, Gianni Baget Bozzo, Margherita Boniver, Giuliano Cazzola, Giorgio Stracquadanio, Giancarlo Lehner. Ha un apostrofo.

Dall’8 marzo 2006 diventa un quotidiano socialista. E l’apostrofo non si vede più.
Il socialista Nencini – come ricordano su Atuttadestra – ha sottolineato che il quotidiano di Lavitola non ha nulla a che vedere con lo storico Avanti!, quotidiano socialista dal 1896. Ma l’identificazione è inevitabile.

Valter James Bond Lavitola

Bobo Craxi ha definito il foglio di Lavitola un giornale di “spionaggio politico”. E di Lavitola si dice che tenga rapporti con i servizi segreti (un vizio di certi giornalisti e faccendieri). Lui, al Secolo XIX disse: Sì. Ho avuto spesso rapporti con James Bond: mi piacciono da impazzire i suoi film. Fondamentalmente un perfetto sconosciuto, socialmente inavvertibile ma evidentemente molto potente, entra in ballo per una questione molto recente (la usa per far bella figura con Berlusconi? Fa parte di un qualche complotto? Impossibile dirlo).

La casa del cognato di Fini

Lavitola, infatti, ad un certo punto sostiene di aver le prove che dovrebbero chiarire il ruolo nella famigerata “casa” di Tulliani. Italo Bocchino, negli studi di Annozero, sostiene che dietro ai documenti e alla fabbricazione di un dossieraggio contro Gianfranco Fini ci fosse proprio lui, Valter Lavitola. Lavitola chi, si chiesero tutti. Ecco chi. Il suo nome appare anche nel corso dell’inchiesta sulla cosiddetta P4.

Valter Lavitola
Valter Lavitola
Valter Lavitola
Valter Lavitola
Valter Lavitola


Finmeccanica

Lavitola, al momento all’estero per lavoro (fa sapere lui), aveva rapporti con Finmeccanica. Scrive il gip:

«Da molte delle conversazioni sopra richiamate è emerso uno stretto collegamento tra il Lavitola e alcune società del gruppo Finmeccanica operanti prevalentemente all’estero, quali, ad esempio, Agusta, Selex e Telespazio Brasile. Nell’operare per conto delle predette società, l’indagato intrattiene un livello di relazioni molto alto, nell’esercizio delle quali pone in essere non meglio precisati movimenti di danaro da impiegare verso terzi.

Finmeccanica è un gruppo italiano attivo nei settori della difesa e dell’aerospazio, il cui principale azionista è il Ministero dell’Economia e delle Finanze. I più attenti ricorderanno una recente puntata di Report che passava ai raggi X proprio Finmeccanica. Sul sito ufficiale di Report si legge:


Il pm Paolo Ielo e il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo accusano Guarguaglini di aver creato o comunque favorito la formazione di fondi neri attraverso la “Selex” la società del gruppo Finmeccanica il cui amministratore delegato è Marina Grossi, moglie dello stesso Guarguaglini.

Il presidente di Finmeccanica avrebbe disposto l’uso per il pagamento di “provvigioni nere”.
I magistrati ipotizzato il reato di frode fiscale e false fatturazioni. La procura: “Usò denaro extracontabile degli appalti Enav per pagare provvigioni a Cola” considerato il facilitatore del gruppo. La collaborazione dell’imprenditore Tommaso Di Lernia: i soldi usati anche per pagare la politica.

I rapporti con Berlusconi

Dalle intercettazioni riportate nelle 105 pagine dell’ordinanza, emergono stretti rapporti fra il faccendiere e il premier, Silvio Berlusconi. Nella fattispecie del reato, si legge:

Lavitola Valter tenendo i riservati contatti con la persona offesa e smistando le somme dala stessa ricevuta con successiva consegna in parte a Sansivieri Fabio e Lavitola Antonio, che le reimpiegavano nelle comuni attività economiche ed imprenditoriali, in parte poi alla De Venuto Angela e a Tarantini Giampaolo, quest’ultimo anche manifestando o, comunque, ventilando i suoi intendimenti ai propri legali e a quelli della persona offesa, dopo che lo stesso Tarantini, nel procedimento tuttora pendente presso la Procura di Bari ed in via di prossima definizione, era stato indagato per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di una molteplicità di giovani donne tra le quali D’Addario Patrizia ed altre, le cui rispettive prestazioni sessuali erano state procurate a Silvio Berlusconi, accollandone però in via esclusiva i relativi costi economici allo stesso Tarantini, con minaccia implicita e larvata consistita in ultimo nel prospettare a Berlusconi Silvio i rischi connessi ad un possibile cambio della strategia processuale fino a
quel momento seguita dallo stesso Tarantini – che, nelle sue dichiarazioni rese all’AG di Bari, aveva sempre escluso ogni consapevolezza del Berlusconi in ordine alla natura mercenaria dei rapporti sessuali dallo stesso intrattenuti con le predette donne e comunque ogni partecipazione economica del Berlusconi ai relativi costi – rischi connessi al clamore mediatico della vicenda e resi più avvertiti in considerazione del previsto deposito di una serie di conversazioni intercettate in quel procedimento, dai contenuti scabrosi e quindi ritenuti gravemente pregiudizievoli per l’immagine pubblica dello stesso Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri, si procuravano l’ingiusto profitto delle somma finora accertata di euro 500 mila nonchè di altre prestazioni di rilievo economico in corso di accertamento con conseguente grave danno per il predetto Berlusconi.
Condotte tuttora permanenti, accertate in Napoli nel luglio 2011

Il che, traducendo, significa che secondo gli inquirenti il Lavitola ha partecipato a un’estorsione ai danni del premier, relativamente ai fatti che riguardano anche la D’Addario, per una somma per ora accertata di 500mila euro.

La sensazione è che il filone Finmeccanica sia da seguire ancora a lungo.