Decreto anticrisi di Tremonti: la guida di Polisblog agli emendamenti

Tutti gli emendamenti della manovrona.

È cambiata ancora. E ancora cambierà: perché Silvio Berlusconi non farà passare liscio a Giulio Tremonti il blitz con cui ha modificato di nuovo il decreto anticrisi mentre il Presidente del Consiglio si trovava in Francia. Che cosa è cambiato adesso? Avrete visto grandi titoli sui maggiori quotidiani online e cartacei, recitare “i comuni potranno mettere online i redditi”, oppure “carcere per chi evade più di tre milioni di euro”, e altro ancora. Lo spiegava ieri Alberto Puliafito. Credo che non accadrà nulla del genere.

Poco credibili, i provvedimenti contenuti negli emendamenti di ieri. Poco credibili soprattutto perché in questa manovra si è detto, dichiarato, proposto, immaginato tutto e il contrario di tutto, sia perché l’attacco speculativo all’Italia è già iniziato, complice anche la totale mancanza di credibilità sia del governo, sia di chi lo presiede – la storia di Tarantini e “Italia, Paese di mer*a” ha fatto il giro del mondo, l’Italia ovviamente non ne esce bene – e chi può speculare si lecca già ora i baffi.

In ogni caso cerchiamo, dopo il salto di fare l’ennesimo punto di questa manovra giunta alla versione 3.0 (o 4.0, se vogliamo contare anche quella di luglio) e credetemi, cambierà ancora, ancora e ancora. Perché Silvio Berlusconi ha già tacciato le misure di “socialismo reale”. Il risultato: hanno perso un mese di tempo, in chiacchiere, sfruttando ogni volta “l’effetto annuncio”, promettendo qualcosa che difficilmente si verificherà. Il vero problema è la credibilità, che in questo momento sta davvero sottozero: e sui mercati, chi può speculare, non aspettava di meglio.

DICHIARAZIONI REDDITI ON-LINE DAI COMUNI

Un’idea pessima, balzana, che il governo di centro destra ricicla da un passato governo di centro sinistra. Era stato infatti il Ministro Visco, a decidere per la pubblicazione online di tutte le dichiarazioni dei redditi degli italiani dell’anno fiscale 2005, nel 2008. Venne fuori un putiferio: giustamente. Perché cosa ammette implicitamente lo Stato con un’azione simile? Di arrendersi: di non avere strumenti per combattere l’evasione fiscale e delegare alla delazione e alla “spiata” l’accertamento delle irregolarità fiscali. Solo che questo governo ha voluto lasciare la patata bollente in mano ai comuni, non voleva scottarsi le manine come accadde invece a Visco e al governo Prodi dell’epoca. Una misura ipocrita e che stimola i peggiori istinti umani, oltre che profondamente lesiva della privacy. Dice il Garante della Privacy Pizzetti, che le dichiarazioni dei redditi sono “un materiale terribilmente pericoloso che rischia di creare un sorta di odio sociale, travalicando i limiti e gli obiettivi della nuova norma”. È esattamente quello che accadrà. Un Paese come il nostro non è pronto e non lo sarà per i prossimi decenni per qualcosa del genere: diventeremo (siamo già) un Paese di “portinaie e impiccioni”, è questo il nostro destino. Lo stalking fiscale diventerà un hobby per migliaia di italiani. Ma pensate al sud, cosa può venire fuori con le dichiarazioni dei redditi pubbliche. Ci ha pensato Lo Presti, di Futuro e Libertà

”Questi dilettanti che governano l’Italia, impegnati sulla manovra a chi la spara piu’ grossa, dimenticano che al Sud, ma non solo, le dichiarazioni dei redditi online sono lo strumento migliore che possono mettere in mano al racket delle estorsioni e alla criminalità organizzata per incrementare i propri loschi affari, e ampliare così la platea dei taglieggiati. Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi & Co. vari si sono meritati una cassata a vita: le Mafie ringraziano”

CARCERE PER EVASIONE OLTRE I 3 MILIONI DI EURO

Ma prima quindi cosa facevano, una stretta di mano e “Sia gentile, non lo faccia più?”. Battute a parte, salta la possibilità della condizionale: «Qualora l’imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro non trova applicazione l’istituto della sospensione condizionale della pena». Da un governo che ha depenalizzato negli anni passati il falso in bilancio, fa un certo effetto.

EVASIONE: 100% DEL GETTITO AI COMUNI

Il Governo spera di invogliare i Comuni a manovre stringenti sul fronte dell’evasione – pubblicando per esempio le dichiarazioni dei redditi dei residenti – con una bella carotina. La possibilità di trattenere sul territorio il 100% del gettito fiscale recuperato. Impossibile stimare anche largo circa quanto si possa incassare da una manovra del genere.

TAGLI DEI COMUNI

Piace talmente tanto all’ANCI, l’associazione dei comuni italiani questa manovra, che si pensa a una manifestazione già lunedì pomeriggio a Roma. Quanto diminuiranno i trasferimenti? Da 6 miliardi a 4,2 miliardi di euro.

La manovra «è ancora più insostenibile di come pensavamo», ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Complessivamente gli enti locali «subiranno un taglio di 4,2 miliardi di euro». «Non c’è più la riduzione della metà dei tagli, da 6 a 3 miliardi, che era stata annunciata. Rimangono 4,2 miliardi di tagli e per la riduzione di 1,8 miliardi non ci sono certezze di copertura, salvo un vago riferimento alla Robin Tax», ha aggiunto il presidente facente funzione dell’Anci, Osvaldo Napoli

IRES MAGGIORATA

L’aliquota della Ires – Imposta sul reddito delle società – per le società di comodo salirà del 10,5%, e per calcolarla dovrà essere conteggiato il 40% degli utili e non più il 30%.

L’esenzione passa quindi dal 70 al 60 per cento. Per le cooperative a mutualità non prevalente l’esenzione resta al 30% degli utili. I tagli sono stati criticati dalle centrali cooperative, secondo le quali l’entità dei benefici fiscali nel complesso non supera i 90 milioni di euro all’anno.

CONTO CORRENTE NEL 730

All’interno della dichiarazione dei redditi, è previsto l’inserimento del conto corrente. In questo modo lo Stato potrà controllare più comodamente le nostre tasche. Lesione della privacy? Misura da socialismo reale, come detto da Silvio Berlusconi, disorientato dagli emendamenti blitz di giulio Tremonti. Giusto strumento di lotta all’evasione per contrastare l’evasione? Vedremo, vedremo se la terranno. Non penso.

NIENTE CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’

Addio contributo di solidarietà per tutti, questa l’ultima versione della manovra. Ma farà in tempo a cambiare ancora, vedrete.

IPOTESI: AUMENTO IVA del 2%?

Berlusconi non è contento degli emendamenti, anzi, è furioso. Unite con me i puntini: alla presentazione del 12 agosto scorso, gli “grondava” il sangue dal cuore. Poi c’è stata la manovra “bis”, quella uscita dalla riunione di sette ore di lunedì ad Arcore, dove le mani nelle tasche degli italiani si infilavano un po’ di meno, ma principalmente si passava dalla tassazione, al furto con destrezza. Perché ricordiamoci sempre che i servizi che riceviamo, in un modo o nell’altro li paghiamo noi: e se si trasferisce di meno da una parte – è il caso dei tagli ai trasferimenti per i Comuni per esempio – si pagherà di più da quella parte. Aumenterà la pressione fiscale locale, resterà se va bene inalterata o aumenterà di poco quella centrale. Purtroppo la coperta è quella: ed è corta. Proprio per cambiare ancora la manovra, che dopo gli emendamenti di ieri mette di nuovo le mani nelle tasche degli italiani, e soprattutto li spia con una serie di manovre da “Grande Fratello diffuso” come l’ha chiamato sempre Pizzetti, Garante della Privacy, si pensa a un aumento – magari trimestrale – di un paio di punti percentuali dell’iva, l’imposta sul valore aggiunto.

Foto | Taxbrackets

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →