Romanorum: il romano spiegato ai romani. “Arimane’ come Don Farcuccio”

Il romano spiegato ai romani. Cosa significa “Arimane’ come Don Farcuccio”


Ancora una dimostrazione di come i dialetti (e quello romanesco in particolare) siano una delle più evidenti e durature espressioni dell’attitudine di una popolazione: la manifestazione più concreta di un modo di approcciare la vita e di adattarsi ai tempi e alle contraddizioni vissute quotidianamente.

Il romano sberleffa da sempre il Clero: conseguenza abbastanza logica di una convivenza di lungo corso, non sempre idilliaca. Ecco allora venir fuori nei detti e nei modi di dire, personaggi più o meno reali, figure a metà tra il mito popolano e la caricatura come il famoso Don Farcuccio (Falcuccio) protagonista del nostro appuntamento con “Romanorum“.

Arimane’ come Don Farcuccio…” (restare come Don Falcuccio) si dice a Roma, lasciando spesso la frase sospesa, un po’ perché tutti sanno come continua, un po’ per una forma che allo stesso tempo rivela pudore e allusività. “…co’ ‘na mano davanti e una de ddietro”, continua il detto. Nudi, come il fantomatico prete, costretto a coprirsi da entrambi i ‘lati’: svergognato e sbugiardato, alla mercé dell’ironia popolare.

Cosa significa? L’espressione è usata quando, nonostante la presenza di un’alternativa o di due possibili conseguenze, si subirà comunque un danno, sia che le cose vadano in un modo che in quello opposto. Nudi come Don Farcuccio, comunque sbeffeggiati dai presenti o dalla vita in generale.