Manovra e gli emendamenti del Governo. Carcere per i maxievasori

Dopo giorni di silenzio imbarazzante e imbarazzato, torna a parlare Tremonti. Tutti gli emendamenti del Governo

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Manovra anticrisi. Dopo mille indiscrezioni, passi indietro, passi avanti, balletti e dichiarazioni al limite del surreale, ecco che arrivano gli emendamenti della maggioranza alla Commissione Bilancio del Senato. E c’è la sorpresa: Tremonti, dopo giorni di silenzio, dichiara che Il testo che sarà approvato coincide con quello iniziale con due sole differenze. Ma come. E allora, di cosa si è parlato in questi giorni? E quindi, resta l’accorpamento delle festività? Restano i tagli ai comuni e alle province? E quali sono queste differenze rispeto al testo originario del decreto?

La lotta all’evasione: carcere per chi evade oltre 3 milioni di euro, dichiarazione dei redditi online:

Oltre i 3 milioni di euro di imposta non versata o evasa, scatta lo stop alla sospensione del carcere (la sospensione condizionale prevista nell’articolo 163 del codice penale). Inoltre, i Comuni avrebbero la facoltà di pubblicare online sui propri siti ufficiali i dati delle dichiarazioni dei redditi di “categorie di contribuenti o redditi”. Inoltre, nella dichiarazione dei redditi dovrà essere indicata la banca presso cui si ha un rapporto.

La Robin Tax agli enti locali

L’altra variazione di Tremonti al testo originale del decreto riguarda il gettito della Robin Tax: non sarò più diviso fra Ministeri e enti locali, ma coprirà semplicemente i tagli agli enti locali.

Tutto qua? Non proprio.

Scompare il contributo di solidarietà

Niente più prelievo una tantum per redditi alti: il prelievo di solidarietà viene sostituito dalle misure che riguardano la lotta all’evasione fiscale. Secondo Tremonti, l’introito per lo stato è identico.

Premi ai Comuni che stanano gli evasori

Il 100% del sommerso scoperto dai Comuni finirà nelle loro casse al 100% per il 2012, 2013, 2014.

+10,5% di Ires sulle società di comodo

Le società di comodo, ovvero quelle società che il legislatore presume non siano operative e risultino costituite solo a scopi elusivi, avranno un’IRES maggiorata del 10,5%, e applicata al reddito “imputato per trasparenza” (ovvero, a quel reddito minimo che viene attribuito a questo tipo di società).

zstrong>Beni aziendali in godimento

Norme più strette per i beni delle imprese ceduti in concessione a soci e familiari. Il Sole 24 Ore spiega:

Qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione» societaria cadrà sotto i riflettori del redditometro. Inoltre, i costi relativi ai beni dell’impresa «concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditori per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato e diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile». E la differenza tra i valori di mercati e il corrispettivo annuo «concorre alla formazione del reddito imponibile del socio o familiare utilizzatore». Le imprese concedenti o gli utilizzatori saranno obbligati a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento.

Confermata la stretta sulle coop

Trova conferma la voce che voleva una stretta sulle cooperative, che dovranno inserire il 40% dell’utile per la formazione dell’imponibile.

Non usare il contante fa dimezzare le sanzioni

Quelle Piccole o Medie imprese che dovessero risultare sanionabili, vedranno dimezzate le sanzioni stesse se utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal denaro contante. Una misura che, negli intenti di Tremonti, dovrebbe agevolare la tracciabilità dei flussi di denaro.

C’è da chiedersi: se il testo del decreto rimane sostanzialmente invariato, a cosa sono servite le ultime, convulse giornate? Ci sarà da aprire bene gli occhi quando, da martedì, il Senato comincerà l’esame della manovra.

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