Berlusconi: “il riscatto di laurea e militare rimane, i sindacalisti mi hanno spiegato che eliminarlo era incostituzionale”

Questa della Manovra finanziaria è una di quelle vicende tipicamente italiane, che sconfina dal tragico al comico con accenni alla commedia dell’arte (di politica ed economica, invece, non si ravvisano tracce). Sull’argomento – e nello specifico sulla questione del riscatto degli anni di laurea e di naia – va segnalato l’illuminante intervista rilasciata dal premier


Questa della Manovra finanziaria è una di quelle vicende tipicamente italiane, che sconfina dal tragico al comico con accenni alla commedia dell’arte (di politica ed economica, invece, non si ravvisano tracce). Sull’argomento – e nello specifico sulla questione del riscatto degli anni di laurea e di naia – va segnalato l’illuminante intervista rilasciata dal premier Berlusconi al quotidiano Il Tempo. Un testo talmente autentico e importante da essere stato ripubblicato sul sito ufficiale del Pdl.

Dall’intervista in questione apprendiamo che il previsto taglio del riscatto degli anni di studio e di militare è stato annullato in seguito ad una telefonata tra Berlusconi e due sindacalisti:

“Quella sera stessa ho ricevuto le telefonate dei segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, i quali hanno spiegato che si trattava di diritti acquisiti e di una norma a rischio di incostituzionalità. A quel punto, abbiamo fatto la cosa giusta accogliendo le loro osservazioni e l’abbiamo ritirata, senza alcun problema, perché non abbiamo timori di sorta sulla copertura della manovra”.

Quindi, in buona sostanza, nessuno della Corte dei miracoli e dei miracolati si era posto il problema o aveva sufficientemente attivato i neuroni per arrivare a capire che questo provvedimento era incostituzionale. Fortuna ha voluto che Bonanni e Angeletti hanno trovato libero e sono riusciti a parlare con Silvio.

Ciliegina sull’intervista, la nota sulle misure contro l’evasione fiscale, con la provvidenziale invenzione delle Norme a Fisarmonica. Un concetto giuridico originale quanto geniale, che solo apparentemente esula dalla cultura legislativa italiana:

“Non voglio che vengano fuori norme contrarie allo spirito che anima la maggioranza, non siamo per lo stato di polizia tributaria». Il ministro dell’economia Giulio Tremonti e il direttore generale delle Entrate, Attilio Befera, stanno scrivendo i provvedimenti. Un pacchetto di «norme a fisarmonica» che si allarga o restringe a seconda delle esigenze.

Bene, così quando avremo la fisarmonica potremo fare la serenata agli evasori…

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