Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Leggi e commenta la Top News.Vertice mondiale della Fao a Roma sull’emergenza alimentare.183 Paesi presenti, 4.749 delegati, 400 giornalisti. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad attacca l’Onu e Israele. Nella capitale corteo degli ebrei contro l’Iran. Le autorità italiane rifiutano l’incontro con il presidente iraniano che dice: “L’Onu è in mano a paesi che pensano solo

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Vertice mondiale della Fao a Roma sull’emergenza alimentare.183 Paesi presenti, 4.749 delegati, 400 giornalisti. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad attacca l’Onu e Israele. Nella capitale corteo degli ebrei contro l’Iran. Le autorità italiane rifiutano l’incontro con il presidente iraniano che dice: “L’Onu è in mano a paesi che pensano solo ai loro interessi. La svalutazione del dollaro mette i rapporti economici del mondo sull’orlo della distruzione. Israele deve essere cancellato, Ai popoli piacciono le mie idee”. Il presidente della Camera Fini annulla l’incontro programmato con l’ambasciatore iraniano.

Il nostro commento. Ha fatto bene il governo italiano e ha fatto bene Fini a dimostrare una netta chiusura nei confronti del “dittatore” iraniano. Ahmadinejad dalla tribuna romana spara a destra e a manca. Per fortuna sono solo parole. Per ora. Ma le sue minacce pesano e sono gravissime, specie quelle contro l’esistenza stessa dello stato di Israele. L’Italia e l’Europa devono essere inflessibili contro le vergognose e inaccettabili provocazioni del leader iraniano. Sull’emergenza fame: in Europa ci sono 74 milioni di potenziali affamati. Polisblog ha già scritto che “quando il pane ha il prezzo dell’oro e sul mercato si bilancia al petrolio, vuol dire che si sta precipitando nel baratro”. L’Onu ha le casse vuote. Oltre 100 milioni di persone rischiano di morire di fame. Bisogna dire con più chiarezza che questa crisi è il risultato di politiche sbagliate di cui non si è voluto prevedere le cause. Sono cause dovute all’uomo, quindi in gran parte risolvibili. C’è molta ipocrisia e poca volontà politica. Si è seguito, quando va bene, la facile via dell’elemosina che lascia le cose come stanno e mette a tacere la coscienza. Sarà la conferenza della svolta?

Giorgio Napolitano: “C’è una crisi drammatica. Il mercato da solo non basta. Modificare le distorsioni della globalizzazione. L’Onu resta strumento fondamentale”.

Silvio Berlusconi: “ Basta con le parole. E’ il momento di agire. L’Italia sarà in prima linea contro la fame nel mondo. L’Europa rinunci ai vincoli sui bilanci”.

Ban Ki-moon: “L’Onu è debole. La produzione alimentare deve assolutamente aumentare del 50% entro il 2.030”.

Tarcisio Bertone: “Il messaggio del Papa chiede l’unità di tutti i paesi per la sfida contro la fame nel mondo. Servono misure innovative e coraggiose nel rispetto della dignità umana”.

Nicolas Sarkozy: “Ci vuole subito una task force mondiale di scienziati. Muoversi subito sulla base di diagnosi oggettive. La Francia sborsa un miliardo per i prossimi 5 anni”.

Josè Luis Zapatero: “Mettiamo a punto una carta della sicurezza alimentare. Non limitiamoci a questi tre giorni di Roma. Ci vogliono strumenti concreti”.

Lula da Silva: “La fame è un insulto all’umanità. Ogni notte 800 milioni di persone vanno a dormire senza aver mangiato. Basta lobby”.

Hosni Mubarak: “Ci vuole un nuovo dialogo internazionale. In Africa la crisi alimentare è più grave. Non si può più aspettare”.

Cristina Fernandez: “L’Argentina è pronta anche per la battaglia politica: contro la fame meno speculazioni e più know how”.