Giorgione a Corso Francia viene chiuso. Insorge il popolo della notte: A ridatece er mejo zozzone de Roma!

Chiude il celebre paninaro ambulante di Corso Francia, mai fedelissimi della notte non ci stanno.


Andiamo con ordine, perché qui si può scatenare l’inferno. Hanno chiuso Giorgione. No, non è il pittore, ma lo zozzone più famoso di Roma. “Il migliore”. Di per sè non è una gran notizia, dovrebbe essere un cosa normale. Abusivo, sporco, pericoloso. Il chiosco di panini su Corso Francia non sarebbe mai dovuto nascere.

Tuttavia la vicenda fa scoppiare il solito caos. Intanto non si capisce perché per 15 anni (con qualche pausa) invece abbia resistito, con polizia e carabinieri che si fermavano a mangiare come tutti. Con le debite proporzioni, ricorda un po’ il caso Dartagnanne.

Soprattutto viene spontaneo chiedersi perché Giorgione sia giustamente sotto sequestro ma non lo siano i mille e più ambulanti che occupano Roma in zone ben più importanti ed esteticamente valide di questa.

Giorgione, il mgliore zozzone di Roma
Giorgione, il mgliore zozzone di Roma

Non solo. Qualcuno ci spieghi perché a Roma di notte, quando restano aperti solo i fiorai, non si può mangiare se non i tre, quattro posti. Perché se ho fame devo farmi mezza città (con i rischi che comporta girare in quelle ore)?

Che poi ora ci sia perfino la campagna in difesa dello zozzone ci sembra francamente un po’ esagerato: “Non si può chiudere un’istituzione come “Giorgione” a Corso Francia. Da 15 anni i suoi panini hanno cresciuto almeno tre generazioni di giovani romani”.

Queste le parole di Riccardo Corsetto, portavoce romano e delegato al XX° Municipio del movimento per l’italia con Daniela Santanchè, in una nota congiunta con Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale Mpi e membro dell’esecutivo romano del Pdl.

Non solo. Molti (?) giovani stanno aderendo all’iniziativa lanciata dal quotidiano online di Roma L’Unico, per portare solidarietà a Giorgione tramite Facebook con il gruppo Aridatece Giorgione e i suoi panini!, che si affianca ai tanti altri già esistenti per celebrare un rito tutto romano. E lui, il mitico zozzone che cosa dice?

Sono venuti a sequestrare tutto, solo perché un giornale (Repubblica ndr) ha scritto che faccio ubriacare i ragazzi che, secondo i giornalisti, venendo da me aggirerebbero i divieti dell’ordinanza antialcol in vigore a Ponte Milvio: non è così, perché io vendo esclusivamente panini e acqua. I ragazzi quando arrivano da me, appena usciti delle discoteche di Testaccio, sono già sballati. Qui si fermano proprio per riprendersi, non il contrario.

Mi hanno contestato la mancanza del camion bar che in realtà ho già acquistato, ma sto attendendo di conseguire la patente C per poterlo utilizzare, ma presto l’avrò. Al momento però alcuni miei dipendenti (sic!) con famiglia e figli a carico rischiano gravi disagi per questa situazione. Mi metterò in regola e tornerò.

E voi che dite? Siete d’accordo? Vi mancherà? Lo rivolete? Hanno davvero senso questo genere di melodrammi tutti nostri? Per quanto mi riguarda, mi sono fermato tante volte da Giorgione, in preda alla fame notturna, e l’ho ringraziato per aver recuperato i sali necessari per tornare a casa, però vorrei una città senza camionbar e chioschi per strada ma qualche locale aperto in più per mangiare di notte. Se po’ fa?