E’ morto Nicola Tommasoli, già presi tutti i suoi aggressori: la Rete ne discute

Non ce l’ha fatta Nicola Tommasoli, il ragazzo picchiato a morte da un gruppo di naziskin per aver rifiutato loro una sigaretta: è stato dichiarato clinicamente morto ieri sera.Tutti i suoi aggressori sono stati presi: gli ultimi due, Federico Perini e Nicolò Veneri, che erano fuggiti all’estero, sono tornati stanotte da Londra per costituirsi. Come

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Non ce l'ha fatta Nicola Tommasoli, il ragazzo picchiato a morte da un gruppo di naziskin per aver rifiutato loro una sigaretta: è stato dichiarato clinicamente morto ieri sera.

Tutti i suoi aggressori sono stati presi: gli ultimi due, Federico Perini e Nicolò Veneri, che erano fuggiti all'estero, sono tornati stanotte da Londra per costituirsi. Come Raffaele Dalle Donne, Guglielmo Corsi e Andrea Vesentini, fermati ieri, hanno confessato di aver partecipato al pestaggio. Per loro l'ipotesi d'accusa è ora di omicidio preterintenzionale.

Se davvero il pestaggio non è nato da motivazioni politiche, Nicola è  morto per una sigaretta. La vicenda ha scosso la blogosfera: “Ma che paese è questo? – si chiede Casa_miaL'aspetto, i capelli lunghi, il rifiuto di una sigaretta sono validi motivi per morire!”. Per dioblogl’unico modo di rispettare questa morte è perseguire i colpevoli in modo nonviolento, perché non ci si abbassi al loro livello”.

Secondo Passi nel deserto è sbagliato cercare i colpevoli sempre nei soliti posti, cioè negli stadi, ma bisogna “concentrare l'attenzione sul ruolo della società "degli spazi liberi", spesso incapace di valutare i luoghi e gli spazi affinché i giovani trovino in essa un luogo di "possibilità" e non un "deserto" dove dover cercare qualcosa da fare”.

Invisible News non è d'accordo sul fatto che l'aggressione non abbia avuto motivazioni politiche. “Viene da chiedersi – scrive – cosa significhi “omicidio politico”. Magari mettere una bomba e fare una strage oppure assaltare un centro sociale. Ma devastare a calci e pugni un uomo no. Perché? Perché una sigaretta non è ideologizzabile?”

Le dichiarazioni di Gianfranco Fini, invece, hanno suscitato l'indignazione di molti: ieri il presidente della Camera aveva definito “più grave” rispetto all'aggressione di Verona il fatto che a Torino siano state bruciate alcune bandiere di Israele. “E' morto Nicola Tommasoli – scrive  Leonardoper il presidente della Camera la sua vita valeva meno di tre drappi azzurri e bianchi”. Frammenti di… lo definisce invece un tentativo maldestro di “spostare l'attenzione sulle contestazioni dei centri sociali evitando di dare giudizi negativi su giovani che potrebbero essere elettori preziosi”. Ma era davvero necessario stabilire priorità?