Romanorum: il romano spiegato ai romani. “Nun sape’ a cchi dda’ li resti”

Origini del dialetto romanesco e dei modi di dire romani


Continuiamo con “Romanorum: il romano spiegato ai romani“: il nostro piccolo viaggio tra i modi di dire romani. Le origini poco note di certe espressioni, di alcuni termini del – dialetto o parlata, scegliete voi – romanesco. Quelle che usiamo ancora, in bilico tra tradizione e modernità, ma di cui ignoriamo spesso i natali. Confusi dal tempo o da eventi ormai – solo – tramandati.

Quella di oggi è un’espressione che pochi conoscono fuori dalla Capitale (provate a usarla con chi non ‘mastica’ il romanesco, vi guarderà basito). “Nun sape’ a cchi dda’ li resti” significa non poter più gestire una situazione: in particolare un momento caotico, una successione troppo rapida di eventi, richieste, impegni. A dispetto da quanto si potrebbe pensare, l’origine non è legata al denaro, ma a un’altra vicenda della Roma antica.

Quando infatti veniva chiesto ai garzoni delle macellerie di trasportare gli scarti dal ‘monnezzaro’, spesso capitava che il loro carretto venisse accerchiato durante il percorso. Povera gente che mendicava le rigaglie in modo insistente, affollandosi intorno. A quel punto quindi, il garzone di turno non sapeva più “a chi dare i resti” della giornata lavorativa, subissato dalle richieste. Chi scegliere come destinatario di tutti quegli avanzi che altrimenti, sarebbero andati sprecati.