La blogosfera continua a discutere del caso Fritzl, intanto il dna incastra il padre

Dopo la confessione di Josef Fritzl, che ieri aveva ammesso di aver sequestrato la figlia per 24 anni e di aver ripetutamente abusato di lei, arrivano gli esiti dell’esame del Dna: i sei figli di Elisabeth ancora in vita sono realmente frutto di incesto. E alle accuse di sequestro di persone, incesto e violenza carnale,

Dopo la confessione di Josef Fritzl, che ieri aveva ammesso di aver sequestrato la figlia per 24 anni e di aver ripetutamente abusato di lei, arrivano gli esiti dell'esame del Dna: i sei figli di Elisabeth ancora in vita sono realmente frutto di incesto. E alle accuse di sequestro di persone, incesto e violenza carnale, si aggiunge quella di omicidio: il settimo figlio, morto poco dopo il parto e bruciato nella caldaia di casa, se affidato a dei medici, poteva essere salvato.

Sulla blogosfera si continua a discutere di questa terribile storia: Emergenza Alcolismo la accosta ad un altro sconvolgente fatto di cronaca avvenuto in Francia, il cui protagonista è un altro “orco della porta accanto”, mentre Blog Penna e Calamaio si chiede quale possa essere stato il ruolo della madre di Elisabeth in questi 24 anni. “La madre era ignara di tutto o una terribile complice?” scrive.

Anche Iran fa una riflessione sulla vicenda: “Se viviamo in un mondo che permette a chiunque a portare avanti una vita distruttiva alla società, parallela a quello normale con questa facilità e senza che nessuno si accorga, allora non possiamo escludere altri casi che siano delle sofferenze in silenzio”.

Ma ad Amstetten, in Austria, non è solo Josef Fritzl ad essere sotto accusa: anche polizia e servizi sociali sono finiti al centro delle polemiche. Fritzl, infatti, aveva ricevuto ben 21 visite degli assistenti sociali per ricevere il sussidio statale con il quale manteneva tre dei sei figli “abbandonati dalla figlia Elisabeth”, senza che nessuno capisse cosa realmente si nascondeva in quella casa.

Intanto, dopo 24 anni, Elisabeth ha riabbracciato la madre e i suoi sei figli si sono incontrati per la prima volta. I “bimbi della cantina”, secondo i responsabili dei servizi sociali, si sanno esprimere, ma con un linguaggio molto limitato. Insieme alla madre dovranno superare un gravissimo trauma psicologico, ma anche forti disturbi fisici a causa di tutti gli anni vissuti lontano dalla luce del sole.