Matteo Cambi ancora in carcere: peggiorano le sue condizioni, il primo agosto sarà scarcerato?

Matteo Cambi, in carcere da circa due settimane per il crack Guru, se la passa sempre peggio. Colpa di violente crisi di astinenza da cocaina, secondo i suoi legali; una dipendenza per la quale l’enfant prodige del tessile era già in cura presso il Sert di Parma. Il primo agosto il Tribunale del Riesame si

Matteo Cambi, in carcere da circa due settimane per il crack Guru, se la passa sempre peggio. Colpa di violente crisi di astinenza da cocaina, secondo i suoi legali; una dipendenza per la quale l’enfant prodige del tessile era già in cura presso il Sert di Parma. Il primo agosto il Tribunale del Riesame si pronuncerà sulla richiesta di scarcerazione presentata dall’Avvocato Stefano Putinati: staremo a vedere.

Ora però, mi chiedo: Matteo Cambi, uno che fatturava centinaia di milioni di euro, veri o falsi che fossero, uno a cui la Guardia di Finanza cerca prima un presunto tesoro di diamanti e contanti, e poi sequestra 180 Rolex, aveva bisogno di andare al Sert per risolvere quel genere di problema? Al Sert? Due conti al volo: un Rolex, il più a buon mercato, costa sui tremila euro. Fate voi il conto. Cinquecentomila euro, arrotondando per difetto quei quarantamila in più.

Vediamo se a pensar male ci si azzecca: annusato – scusate, era un rigore a porta vuota – il prossimo collasso finanziario del gruppo, il nostro non vuole certo finire dentro. Della bancarotta sa con anticipo di semestri, magari di anni: e allora pensa con il suo legale a come farsi scarcerare, una volta inevitabilmente arrestato. Ed ecco che spunta fuori l’ipotesi dipendenza dalla cocaina. E del Sert, l’unico che può produrre documenti adatti alla scarcerazione. Fosse andato in una clinica in Svizzera, non sarebbe stata la stessa cosa.

Pare infatti che Matteo Cambi non sia l’unico al carcere di via della Burla, ad avere questo genere di problemi:

La strategia legale è chiara: il suo avvocato ha già richiesto analisi e visite mediche per accertare il suo stato di tossicodipendenza, per avere, nero su bianco, un progetto terapeutico avvallato dai servizi pubblici, per ottenere il sì del giudice all’esecuzione penale esterna. Cambi vuole uscire dal carcere per entrare in una comunità o magari per tornare nella sua villa, seguito da assistenti sociali e medici. E’ una strada difficile, che tanti detenuti provano a percorrere, fosse solo per rivedere il cielo senza le sbarre