Muore Giuseppe D’Avanzo, firma delle inchieste su Berlusconi di Repubblica

Un infarto per il cronista di giudiziaria di Repubblica

Ha avuto un infarto a 57 anni: è morto così Giuseppe D’Avanzo, firma di punta del quotidiano Repubblica, autore di decine di inchieste con un punto centrale, almeno negli ultimi anni: Silvio Berlusconi.

D’Avanzo ha seguito nel dettaglio praticamente tutto quel che riguarda giudiziariamente Silvio Berlusconi negli ultimi quindici anni. Fu D’Avanzo a raccontare lo scandalo in cui rimase coinvolto il Presidente del Consiglio – ma all’epoca fu il Corriere a bruciare Repubblica, con un’intervista a Patrizia d’Addario – sulle escort procurate da Giampaolo Tarantini, era lui dopo a firmare i pezzi in cui si raccontava del Noemi-gate.

La diciottenne di Portici che aveva avuto l’onore di trovarsi un Presidente del Consiglio al compleanno, fino alle celebri dieci domande, sempre a Berlusconi, pubblicate in tempi più recenti. Scoop su scoop: come il Ruby-gate, firmato insieme a Piero Colaprico, e molto, moltissimo altro.

Grande esperto di terrorismo internazionale – firmò insieme a Carlo Bonini Il mercato della paura. La guerra al terrorismo islamico nel grande inganno italiano – detestato dal centro destra che lo riteneva il peggiore dei manettari giustizialisti – e non sempre in rapporti tranquilli anche con altri colleghi, v. la lite con Marco Travaglio che raccontammo alcuni anni fa – Giuseppe D’Avanzo credo che lo capiremo meglio tra un quindici, vent’anni: quando leggeremo i suoi pezzi per capire uno dei periodi più marci della storia repubblicana italiana.

Repubblica ricorda qui le sue inchieste.