Opposizione (sempre) divisa. Chi lo schioda Berlusconi?

Su un punto, quelli del centrosinistra e/o della sinistra, sono sempre d’accordo: parlare del “dopo Berlusconi”. Ovviamente nessuno prende atto che il Cavaliere, pur assonnato, è tutt’ora in sella per far passare tutte le leggi ad personam che vuole, mentre il Paese sprofonda. Gli antiberlusconiani parlano del “dopo” perché sull’oggi sono divisi. Anzi, sul punto

Su un punto, quelli del centrosinistra e/o della sinistra, sono sempre d’accordo: parlare del “dopo Berlusconi”. Ovviamente nessuno prende atto che il Cavaliere, pur assonnato, è tutt’ora in sella per far passare tutte le leggi ad personam che vuole, mentre il Paese sprofonda.

Gli antiberlusconiani parlano del “dopo” perché sull’oggi sono divisi. Anzi, sul punto nevralgico delle alleanze, è scontro aperto, come dimostra l’ultimo match fra Dario Franceschini e Nichi Vendola.

L’esponente del Pd lancia la “grande alleanza” dalla sinistra al Terzo Polo col Pidì baricentro dicendo “chi se ne frega se Fini è di destra”? Subito arriva il “niet” del capo di Sel.

“Sono in totale dissenso -taglia corto Nichi – Le differenze tra il centrosinistra e Fli, che è una forza di destra, sono troppo grandi; se la politica si presenta come un pasticcio gattopardesco rischia grosso”. Cotta e mangiata.

E Fini, il diretto interessato? Assente, non risponde. Ma meno di una settimana fa, chiudendo a Roma la convention del Terzo Polo, il leader di Fli apriva a un governo di centrodestra senza Berlusconi.

Allora, di che parla Franceschini? Di aria fritta. Appunto. E’ la politica delle sparate, temporali estivi. Ma, su questo, Berlusconi è imbattibile. Tant’è che là (a Palazzo Chigi) era e là resta. Con questo Pd e con questa opposizione, là resterà.