Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Africa del Nord: dittatori alla sbarra in Tunisia ed Egitto. Se per Hosni Mubarak il processo inizierà la prossima settimana, come hanno fatto sapere le autorità egiziane, l’ex presidente tunisino Ben Ali è stato condannato ieri in contumacia insieme alla figlia e al figliastro. Come riporta Al Jazeera, la sentenza, emessa da un tribunale tunisino,

Africa del Nord: dittatori alla sbarra in Tunisia ed Egitto. Se per Hosni Mubarak il processo inizierà la prossima settimana, come hanno fatto sapere le autorità egiziane, l’ex presidente tunisino Ben Ali è stato condannato ieri in contumacia insieme alla figlia e al figliastro.

Come riporta Al Jazeera, la sentenza, emessa da un tribunale tunisino, prevede un periodo di detenzione e il pagamento di una multa collettiva di 100 milioni di dollari.

Non è la prima volta che l’ex presidente tunisino viene condannato nelle ultime settimane: se questa volta il capo d’imputazione è corruzione, le due volte precedenti la corte aveva giudicato Ben Ali e la moglie colpevoli di furto, possesso di armi e droga, condannandoli entrambi a trentacinque anni di carcere.

Peccato comunque che le sentenze siano destinate a non produrre effetti (perlomeno nell’immediato) visto che da gennaio l’ex raiss si trova in esilio in Arabia Saudita: Paese che conferma ancora una volta di non essere un faro di democrazia in Medio Oriente, nonostante sia uno dei più stretti alleati degli Stati Uniti nella Regione.

Diversa potrebbe essere la sorte per Hosni Mubarak. Come riporta la Cnn, l’ex presidente egiziano e il suo Ministro degli interni Habib el Adly rischiano la condanna a morte nel processo che si aprirà mercoledì prossimo al Cairo; l’ex raiss è accusato di corruzione e, soprattutto, di aver ordinato alla polizia di sparare sui dimostranti durante le tre settimane di manifestazioni che ne hanno determinato la caduta tra gennaio e febbraio.

Il bilancio delle vittime della repressione di Mubarak è di circa 840 morti e più di seimila feriti, come riporta l’associazione per i diritti umani Amnesty International.