Nitto Palma al Ministero della Giustizia: un falco o una colomba in via Arenula?

Il successore di Angelino Alfano divide gli opinionisti


Ieri sera scrivevo di Francesco Nitto Palma, nuovo ministro della Giustizia. Il successore di Angelino Alfano in via Arenula oggi sembra dividere gli opinionisti. C’è chi gli accorda una certa fiducia: è un ex magistrato quindi saprà trattare con i colleghi. Altri, proprio per lo stesso motivo, tendono a temere che Nitto Palma saprà dividere meglio di chiunque altro le toghe. E già gli antichi avevano afferrato il concetto di “divide et impera”

Scrive Liana Milella:

Ghedini ha convinto Berlusconi. Con una teoria che, dal suo punto di vista, ha una logica. Il sistema migliore per dividere i magistrati è quello di portare a via Arenula proprio uno di loro. Uno che li conosca dall’interno, magari per nome. Uno pienamente favorevole alle idee del centrodestra sui giudici. Quindi un “nemico” ben più pericoloso e temibile perché più documentato. Per ora, intorno a lui, c’è solo il silenzio dei colleghi

Quel “pienamente favorevole alle idee del centrodestra sui giudici” è stato smentito ieri – a parole, certo, ma pur sempre smentito – dallo stesso Nitto Palma, che ha dichiarato: «Il tempo dello scontro tra politica e magistratura deve cessare e nell’ambito delle proprie responsabilità ognuno di noi deve farsi carico dell’enorme problema della giustizia e quindi deve affrontare le necessarie riforme».

Vedremo se sarà effettivamente così: io ho i miei dubbi. A guardare indietro Nitto Palma ha appoggiato – anche se più per ordine di scuderia che per intima convinzione – alcune delle leggi ad personam più controverse del governo Berlusconi, almeno a quanto scrive oggi Giovanni Bianconi sul Corriere.

Adriano Botta su l’Espresso invece racconta un retroscena, la conoscenza di Cesare Previti – ok: Previti non sarà un santo, ma è un reato andarci a cena? –

Nell’estate di quattro anni fa, quando stava scontando la sua pena tra gli arresti domiciliari e i servizi sociali, Cesare Previti riceveva a casa sua pochi fedelissimi. Tra questi – insieme a Elio Vito, Iole Santelli e Guido Viceconte – spiccava l’ex giudice Francesco Nitto Palma, che era stato pm in quella procura di Roma nota come ‘porto delle nebbie’ e dove Previti, appunto, coltivava molte utili amicizie.

L’unica cosa certa, se leggete tutti i commenti qui sopra, è che c’è sempre un enorme pallino al centro del campo da gioco. Quel pallino è Silvio Berlusconi.

Arriva un nuovo Ministro della Giustizia e la prima valutazione che si fa è se sarà un falco o una colomba – berlusconiana, ovviamente. La seguente è: sarà prono a sostenere qualunque legge ad personam come Angelino Alfano? O saprà avere qualche scatto critico e un minimo di indipendenza?

È sempre così. Non ci si trova a valutare un tecnico – come Nitto Palma in parte è – per le sue competenze, se conosca davvero bene problemi come il primo che mi viene in mente, il sovraffollamento delle carceri. Macché: pensiamo alle leggi ad personam, e “è un falco o una colomba”.

Eppure di temi seri sulla giustizia – ho detto seri: quindi non processi brevi per un singolo, prescrizioni rapide, e via accelerando… – ce ne sono. Dai tempi della giustizia – ma per tutti i cittadini… – al sovraffollamento delle carceri, fino ai dimenticatissimi agenti di polizia penitenziaria, tra le forze dell’ordine il corpo con il più alto tasso di suicidi.

Vedremo all’opera Nitto Palma nei prossimi mesi, ma quel che c’è da notare è che ancora adesso, che come periodicamente accade Berlusconi viene dato al tramonto, riesce comunque a tenere il centro dell’attenzione e i riflettori solo su di lui. Un riflesso condizionato di cui ci libereremo chissà quando.

I Video di Blogo