Gita fuori porta: ad Ardea per rivivere la pittura di Manzù

Pittore onirico e scultore visionario: Giacomo Manzù era un grande e Ardea, la cittadina sul litorale a sud di Roma dove scelse di stabilirsi nel 1964 e che dopo la morte decise di dedicargli un museo, lo celebra ancora una volta con la VI Mostra Internazionale di Pittura Estemporanea “città di Ardea”.La due giorni tra

Pittore onirico e scultore visionario: Giacomo Manzù era un grande e Ardea, la cittadina sul litorale a sud di Roma dove scelse di stabilirsi nel 1964 e che dopo la morte decise di dedicargli un museo, lo celebra ancora una volta con la VI Mostra Internazionale di Pittura Estemporanea “città di Ardea”.

La due giorni tra tele e colori tra cui girovagare tra le 9 e le 19, è aperta proprio a tutti: per iscriversi bastano 20 euro (i più piccini devono avere anche il nulla osta di mamma e papà) per vincere un primo premio di 800. Il tema, ovviamente, è la celebrazione della cittadina di mare e la tecnica liberamente scelta dagli autori.

Novelli Manzù del futuro, in attesa di scaldare i pennelli, dicevamo che Manzù, che in realtà si chiamava Giacomo Manzoni, approdò ad Ardea in una località allora chiamata Campo del Fico e oggi nota come Colle Manzù a metà degli anni Sessanta, periodo in cui stava lavorando alla Porta della Morte.

Dopo la sua, di morte, sopraggiunta nel 1991, si realizzò in loco la Raccolta, ossia un museo che raccoglie oltre 400 opere tra sculture, gioielli, incisioni e disegni e nel cortile del quale riposa per sempre l’artista.

Vi consigliamo di visitarlo, se il vostro desiderio è penetrare più a fondo la poetica del Manzù attraverso un’osservazione diretta di questi prodotti del suo genio creativo dei quali apprezzerete la forza, la passione e l’incredibile capacità di indagare l’animo umano.

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