Ore 12 – Al posto di Papa (a Poggioreale), “scranno” alla sua segretaria? Porcellum, nominati, casta …

Ci sono mille segnali, anche drammatici, che fotografano lo stato della crisi e del degrado del nostro Paese. Per capire con semplicità come siamo messi in Italia basti pensare che se l’On Papa, in carcere a Poggioreale, dovesse dimettersi da deputato, il suo scranno verrebbe occupato dalla sua ex segretaria, in quanto prima dei non

Ci sono mille segnali, anche drammatici, che fotografano lo stato della crisi e del degrado del nostro Paese.

Per capire con semplicità come siamo messi in Italia basti pensare che se l’On Papa, in carcere a Poggioreale, dovesse dimettersi da deputato, il suo scranno verrebbe occupato dalla sua ex segretaria, in quanto prima dei non eletti della lista bloccata. E’ la dimostrazione di una democrazia malata, cui la legge elettorale (la porcata di Calderoli) ha inferto un colpo decisivo.

Cambiare il “porcellum” con una nuova legge non risolve d’incanto tutti i mali dell’Italia ma, dando ai cittadini il potere di scegliere direttamente i propri rappresentanti, ristabilisce un principio democratico fondamentale. Le liste bloccate imposte dai padroni dei partiti hanno creato il Parlamento dei nominati, l’emblema del fallimento della seconda Repubblica, del bipolarismo Made in Italy, del berlusconismo. Siamo agli ultimi giorni di Pompei? Siamo al replay della fine della prima Repubblica?

Scrive sulla Gazzetta del Mezzogiorno Pino Pisicchio, deputato di lungo corso vicepresidente Api: “E’ vero, oggi come allora, siamo alla chiusura di un ciclo. Ma allora si trattava del ciclo nobilissimo dei partiti ideologici del novecento, con i loro immensi meriti democratici e con gli improvvisi limiti legati alla fine delle ideologie e alla globalizzazione. Oggi si chiude, rovinosamente, solo un regime poggiato sul nichilismo inconsapevole di un ceto politico che ha smarrito il senso del collettivo e si è ripiegato solo sulle sue ragioni”.

Già. Fra zerbini, cricche e bunga bunga.