Relazione annuale del governatore: Draghi insiste su federalismo fiscale e taglio della spesa pubblica

Si è appena conclusa la relazione annuale del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che ha tracciato un quadro molto concreto e a tratti impietoso dello stato del paese, ma senza mai cadere nella trappola della critica fine a se stessa. Molte le sottolineature negative, ma tutte seguite da proposte per migliorare lo status quo,

di luca17

Si è appena conclusa la relazione annuale del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che ha tracciato un quadro molto concreto e a tratti impietoso dello stato del paese, ma senza mai cadere nella trappola della critica fine a se stessa. Molte le sottolineature negative, ma tutte seguite da proposte per migliorare lo status quo, al punto da poter configurare la relazione stessa come un atto di fiducia nel paese e di speranza nel futuro.

In sintesi i punti toccati sono stati l’eccesso di tassazione (ai livelli più alti dal 97, in particolar modo sulle imprese), la sperequazione delle risorse destinate al Mezzogiorno, il cui controllo deve essere rafforzato ad ogni costo e la flessibilità del lavoro che deve ridistribuirsi sull’intero arco della carriera e non solo nei primi anni di impiego.

Un intero capitolo del discorso è stato dedicato al progetto di federalismo fiscale, in una saldatura ideale con le posizioni del Quirinale. Qui Draghi ha voluto dare un segnale favorevole, pur senza entrare troppo nello specifico, e limitandosi ad enunciare gli aspetti positivi di un riformismo volto a cambiare un sistema sinora considerato intoccabile.

Il governatore ha poi speso parole sul bilancio delle famiglie, «La spesa delle famiglie italiane è frenata dalla bassa progressione del reddito disponibile», e dello stato, «la situazione dei conti pubblici è migliorata, ma i risultati per l’anno in corso si prospettano meno favorevoli». Draghi infine ha posto particolare enfasi nella necessità urgente di innalzare l’età pensionabile, un vero punto cardine della rinascita del paese, affermando che bisogna eliminare tutti i limiti imposti al cumulo tra reddito e pensioni per favorire e addirittura invogliare il prosieguo dell’attività da parte di tutti coloro che lo desiderino.

Per chiudere, la debolezza dell’economia internazionale proseguirà “almeno per l’anno in corso” ma l’Italia “ha desiderio, ambizione, risorse per tornare a crescere”.