Monnezza a Napoli, cala ma … cresce

Sembra una farsa in cerca d’autore, questa infinita storia della monnezza napoletana. Dal premier (sempre lo stesso), al governatore della Regione (il nuovo e quello precedente), al sindaco (vecchio e nuovo pari sono), tutti più o meno hanno promesso di risolvere il nodo dei nodi, ma la realtà è sempre la stessa. E fa schifo.

Sembra una farsa in cerca d’autore, questa infinita storia della monnezza napoletana. Dal premier (sempre lo stesso), al governatore della Regione (il nuovo e quello precedente), al sindaco (vecchio e nuovo pari sono), tutti più o meno hanno promesso di risolvere il nodo dei nodi, ma la realtà è sempre la stessa. E fa schifo.

Ora si dice che a Napoli cala la giacenza di rifiuti anche se l’ immondizia in strada forma vere e proprie montagne.

L’Asia, l’azienda della raccolta in città, parla di oltre 2 mila tonnellate non raccolte contro le 2.400 dei giorni scorsi. Meglio di niente. Ma sembra davvero come raccogliere l’acqua di mare con un cucchiaio. Nonostante il lavoro straordinario di 24 ore al giorno su tre turni, del personale Asia, sono molti i compattatori carichi che non riescono a scaricare l’immondizia rendendo impossibile nuovi giri di raccolta.

Non bastasse, proseguono i roghi dolosi appiccati ai cumuli ammassati nei cassonetti e sui marciapiedi. Possibile che non se ne viene a capo? Sì, possibile.

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