Ore 12 – Manovra: Titanic in salvo? Si sa solo chi paga il “conto”

Oggi alla Camera c’è la fiducia (scontata) sulla manovra da 70 miliardi. Provvedimento che forse piace ai mercati ma no agli italiani. Già, perché sarà anche vero, come dice il ministro Tremonti, che siamo sul Titanic, ma non è assolutamente vero che il costo del biglietto è uguale per tutti. In effetti, a parte le

Oggi alla Camera c’è la fiducia (scontata) sulla manovra da 70 miliardi. Provvedimento che forse piace ai mercati ma no agli italiani.

Già, perché sarà anche vero, come dice il ministro Tremonti, che siamo sul Titanic, ma non è assolutamente vero che il costo del biglietto è uguale per tutti. In effetti, a parte le barzellette di Berlusconi sull’inesistenza della crisi e gli annunci roboanti: “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”, adesso arriva il conto da pagare.

E paga di più, o quasi tutto, che ha mangiato meno. La botta in arrivo, salatissima, sarà pagata dalle fasce più deboli, già sotto torchio da anni di crisi, ci sono i sacrifici e quelli toccano ai soliti noti.

Tra interventi sulle pensioni, ticket sanitari, tagli alle agevolazioni fiscali e blocchi sempre più lunghi degli stipendi nella pubblica amministrazione, ai quali vanno aggiunti i micidiali effetti differiti dei tagli alle Regioni e agli enti locali, è evidente che la manovra raschia il fondo del barile dei soliti noti, comprime ancora il reddito e le condizioni di vita di chi vive del proprio lavoro, fisso o precario che sia, e di chi il lavoro neanche ce l’ha.

Il refrain: “ce lo chiedono i mercati” è scontato. Quei “mercati” non sono dei marziani: hanno un nome e un cognome e sono i primi, oltre a creare la crisi, a favorire un sistema politico e sociale che in Italia produce Berlusconi e il berlusconismo.

Le opposizioni, Pd in testa, non possono limitarsi a compiacersi per essere “responsabili”. Senza l’alternativa reale e credibile, il salto dalla padella alla brace è dietro l’angolo.