Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Leggi e commenta la Top News.Berlusconi “contro” tutti. Il premier vuole imporre le dimissioni da parlamentari di tutti i membri del governo. Proteste dentro Forza Italia. Barricate di Alleanza Nazionale. La Lega non accetta ordini dal leader del Pdl. Silvio Berlusconi: “La faccio io la rivoluzione in Italia, altro che i comunisti! Chi ci sta

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Berlusconi “contro” tutti. Il premier vuole imporre le dimissioni da parlamentari di tutti i membri del governo. Proteste dentro Forza Italia. Barricate di Alleanza Nazionale. La Lega non accetta ordini dal leader del Pdl. Silvio Berlusconi: “La faccio io la rivoluzione in Italia, altro che i comunisti! Chi ci sta ci sta!”. Tutti in riga! Fulmini e saette! Umberto Bossi: “Lui comanda a casa sua”.

Il nostro commento. Silvio tira fuori gli artigli. E alza la voce. Stavolta con i suoi e con i suoi alleati. Vuole fare la “rivoluzione”. Perché pretendere le dimissioni di tutti i membri del governo, ministri e sottosegretari, dal Parlamento, altro non è che una rivoluzione. Mai fatta in Italia, una cosa del genere. Il piano è pronto. Perché lo fa? Il Premier non vuole più cadere nelle trappole tipo quella dell’altro giorno di Montecitorio sulla conversione in legge del decreto sugli obblighi comunitari. La maggioranza va a rischio anche per gli impegni e gli obblighi di ministri e sottosegretari che non possono spesso essere presenti in parlamento. Poi ( o soprattutto) ci sono le spinte dei primi non eletti del Pdl. La rinuncia da parte di ministri e sottosegretari allo scranno parlamentare permetterebbe di recuperare numerosi “trombati” eccellenti. Per ultimo (cioè per primo) ci sarebbe una “autonomia” più efficace fra azioni e funzioni dei membri dell’esecutivo e il ruolo e l’attività parlamentare. Insomma, ministri e sottosegretari, senza più l’assillo della poltrona parlamentare e delle pressioni conseguenti. La partita è aperta. E metterà in fibrillazione il Pdl e la maggioranza di governo. Nelle segrete stanze scorrerà “sangue”.

Sandro Bondi: “Il Premier ha ragione. Ci vuole coraggio. Io concordo pienamente con la sua richiesta di fare dimettere ministri e sottosegretari da parlamentari. Ognuno faccia il proprio mestiere”.

Ignazio La Russa: “Berlusconi ha bel altre questioni da affrontare. Lasci perdere queste quisquiglie interne. Chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori”.

Anna Finocchiaro: “Sembra una battaglia “nobile” ma è solo un escamotage per risolvere beghe interne al Pdl, punire e premiare qualcuno. Insomma, una perdita di tempo. Sarà una rivoluzione in un bicchier d’acqua”.

Emma Bonino: “Una battaglia contro i mulini a vento. Berlusconi alza la voce ma nessuno dei suoi ha intenzione di lasciare la poltrona in Parlamento”.

Roberto Maroni: “E’ un tema importante come tanti altri. Non mi sembra una priorità. Non è una questione di governo. Anzi il governo va lasciato completamente fuori. Ogni partito alleato la risolva come crede”.

Antonio Di Pietro: “Che dire? Berlusconi è capace di tutto. Si vede che gli esclusi spingono e vogliono che le promesse fatte dal loro capo siano mantenute. Insomma Berlusconi ha evidentemente delle cambiali in scadenza”.