Esteri: Il giro del mondo in tremila battute

Torniamo a parlare della Cia, anche se la notizia di oggi non riguarda i fatti dell’era Bush, ma eventi ben più recenti. Una fonte ufficiale interna all’Agenzia ha rivelato ieri alla Cnn l’esistenza di missioni segrete della Cia nella capitale somala Mogadiscio. Gli agenti segreti Usa avrebbero fornito il loro aiuto negli interrogatori a sospettati di azioni terrorismo in Africa orientale e nello Yemen.

Torniamo a parlare della Cia, anche se la notizia di oggi non riguarda i fatti dell’era Bush, ma eventi ben più recenti. Una fonte ufficiale interna all’Agenzia di spionaggio Usa ha rivelato ieri alla Cnn l’esistenza di missioni segrete della Cia nella capitale somala Mogadiscio. Gli agenti segreti Usa avrebbero fornito il loro aiuto negli interrogatori a sospettati di azioni terrorismo in Africa orientale e nello Yemen.

La fonte è rimasta anonima e ha dichiarato di non essere autorizzata a parlare pubblicamente. Le modalità con cui la notizia è stata diffusa fanno però pensare che sia stata autorizzata dall’Agenzia.

In primo luogo, la fonte ha infatti precisato che i sospetti terroristi erano sotto il controllo delle autorità somale e che gli agenti Cia erano presenti per svolgere attività di “supporto” nei mesi recenti e solo in una o due occasioni. Secondo la fonte, gli agenti Usa si sarebbero limitati a suggerire domande per gli interrogatori e avrebbero controllato che i prigionieri non venissero maltrattati. Una descrizione difficile da prendere sul serio…

Quello che esce dalla descrizione della fonte della Cnn è un quadro in cui gli agenti Cia sembrano educande lontane anni luce dai metodi dell’era Bush di cui parlavamo nel post di ieri.

Oltre che da questa descrizione all’acqua di rose, il sospetto che si tratti di una notizia fatta trapelare ad arte nasce da un secondo elemento.

La fonte rivela come la Cia ritenga che il movimento terroristico somalo Al-Shabaab, affiliato ad Al Qaeda, stia rafforzando i suoi legami con altre cellule di Al Qaeda attive nello Yemen. Secondo l’anonimo agente, “there are increased messages and partnership arrangements between the two groups”.

Il tutto sembra dare l’impressione che stia iniziando una campagna stampa per convincere l’opinione pubblica che la Somalia sia uno dei nuovi centri di irradiazione del terrorismo internazionale su cui gli Usa dovranno concentrare la propria attenzione (e, forse, le proprie forze) .

E’ presto per trarre conclusioni: vedremo nei prossimi mesi se, sulle agenzie di stampa e sui media made in Usa, inizierà ad aumentare la frequenza di notizie sulla Somalia. Tanto per cominciare, la storia divulgata dalla Cnn è già parzialmente comparsa anche sull’edizione di ieri del quotidiano Usa The Nation.

Nell’immediato, i somali devono fronteggiare una minaccia forse peggiore del terrorismo islamista: la siccità che, come documenta un video di Al Jazeera, ha costretto numerose persone a migrare in cerca di cibo verso il Kenya, in un vero e proprio esodo di massa.