Berlusconi chiede unità per salvare il Paese dal crac. Il Pd: “Dopo la manovra, governo a casa”. Pdl: “No!”. Opposizioni divise sul nuovo esecutivo

C’è e parla (anzi scrive) Silvio Berlusconi. Il premier in una nota chiarisce la posizione del governo sulla crisi e l’attacco speculativo in atto. La manovra è “efficace e credibile” e sarà anche “rafforzata”; il governo “è stabile e forte”; il sistema bancario “è solido”; l’economia italiana “è vitale”. E anche se il momento è

C’è e parla (anzi scrive) Silvio Berlusconi. Il premier in una nota chiarisce la posizione del governo sulla crisi e l’attacco speculativo in atto.

La manovra è “efficace e credibile” e sarà anche “rafforzata”; il governo “è stabile e forte”; il sistema bancario “è solido”; l’economia italiana “è vitale”. E anche se il momento è “certamente non facile”, il premier è sicuro degli “innegabili punti di forza” dell’Italia, grazie anche “all’impegno di tutte le forze politiche” e al “senso di responsabilità delle parti sociali”.

E’ netta la differenza con l’opposizione relativamente al giudizio politico, sull’analisi e sulla prospettiva.

“Una volta approvata la manovra in Senato tra domani e giovedì mattina e dopo un rapido passaggio alla Camera, chiederemo che questo governo vada via, perché è alla debolezza del governo che noi vediamo legata la debolezza del Paese” dice il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. Che annuncia la presentazione di “pochissimi qualificati emendamenti” da parte di Pd, Udc e Idv. Emendamenti che riguardano tre punti: equità, regole e crescita.”

Il premier non entra sulle prospettive politiche. Tocca quindi al capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto bocciare la proposta delle opposizioni di formare un governo di transizione dopo l’approvazione della manovra.

Con una intervista concessa ad Affaritaliani.it Cicchitto taglia corto: “Deve rimanere in piedi il governo legittimamente eletto dagli italiani”. C’è anche il contentino, con l’auspicio che in questa fase: “Ci siano migliori rapporti fra maggioranza e opposizione”.

Ma anche sul fronte delle opposizioni c’è fibrillazione. “Ad oggi ci sono tutte le condizioni per assumersi la responsabilità di guidare il Paese. Sono in totale dissenso sulla prospettiva di un governo di salvezza nazionale”. Così Gennaro Migliore di Sel boccia la prospettiva di unità nazionale.

Tant’è che Bersani, dopo le avances di D’Alema e Veltroni, torna a precisare:”Noi abbiamo una nostra posizione politica precisa che ha un giudizio netto su questi anni, non abbiamo mai taciuto e abbiamo fatto le nostre proposte. Non ci si parli di cose che confondono il nostro giudizio”. Ma se in una situazione d’emergenza il Capo dello Stato chiedesse il vostro contributo? “Ne parleremmo con lui”, risponde il segretario del Pd. Insomma, solito caos.