Degrado a Roma: la class action del Codacons contro il Campidoglio e l’emergenza rifiuti a Roma sud-est

La class action del Codacons contro il degrado e l’emergenza rifiuti a Roma sud-est


“I quartieri degradano… i tuoi diritti mai”: è questo lo slogan con cui il Codacons avvia una monumentale class action contro il Comune di Roma, colpevole di aver indicato nel 2005 e nel 2008 quali fossero le zone degradate di Roma, ottenuto 50 milioni di euro per riqualificarle e averle poi lasciate a loro stesse, prive di miglioramenti visibili.

Nota dolente soprattutto la pulizia delle strade: problema sotto i riflettori proprio in questi ultimi dieci giorni, vista la situazione del quadrante sud-est della Capitale. Mille tonnellate i rifiuti (il dato arriva dall’AMA) sono ammucchiate nelle vicinanze dei cassonetti. Motivo? La chiusura temporanea della stazione di trasferenza dei rifiuti indifferenziati in via di Rocca Cencia, disposta dal Nucleo ambientale dei Carabinieri.

Il Comune ha emesso un’ordinanza che consentirà un vicino impianto di proprietà dell’Ama e la normalità dovrebbe essere ristabilita in 3-4 giorni. Ordinanza che rimarrà in vigore per tre mesi: fino a quando l’impianto chiuso non avrà effettuato tutti i lavori necessari per adeguarsi ai regolamenti. Cosa accade però prima che la spazzatura arrivi nei centri di raccolta dei rifiuti?

Oltre alla class-action, il Codacons ha deciso di vederci chiaro e scoprire “il percorso che fa la plastica a Roma” tramite dei chip inseriti in alcune bottiglie che verranno tracciate via Gps per circa 30 giorni. Intanto l’associazione dei Consumatori ricorda che per partecipare all’azione collettiva (e ottenere il risarcimento di mille euro a testa per i disservizi) c’è tempo fino al 30 giugno.

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